L'intervento di Confartigianato

In Piemonte oltre 200mila famiglie in condizioni di povertà energetica

Una su dieci non riesce a sostenere i costi. Confartigianato: «Servono interventi strutturali da parte delle istituzioni».

In Piemonte oltre 200mila famiglie in condizioni di povertà energetica

Sono oltre 205mila le famiglie piemontesi in condizione di povertà energetica, pari al 10,1% dei nuclei familiari della regione.

Un dato che significa che più di 400mila persone incontrano difficoltà nell’accesso ai servizi energetici essenziali: dal riscaldamento degli ambienti nei mesi più freddi al raffrescamento durante l’estate, fino alla possibilità di cucinare adeguatamente, fare una doccia calda e illuminare tutte le stanze della propria abitazione. Un fenomeno che negli ultimi anni ha assunto dimensioni sempre più rilevanti. In Piemonte, infatti, una famiglia su dieci fatica oggi a sostenere il costo dell’energia elettrica, evidenziando un’emergenza sociale legata all’aumento delle tariffe e al progressivo incremento del costo della vita. A delineare il quadro è l’analisi realizzata dall’Ufficio Studi di Confartigianato, che ha elaborato i dati 2025 diffusi dall’Osservatorio Italiano sulla Povertà energetica e dall’Istat.

«Siamo molto preoccupati – commenta Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte – perché imprese, lavoratori e famiglie sono sempre più gravati da tasse, tariffe e costi crescenti. Per molti diventa difficile persino utilizzare l’energia necessaria per affrontare il caldo estivo o il freddo invernale. La povertà energetica rappresenta una delle sfide più urgenti della nostra società e richiede interventi concreti e coordinati».

Nel confronto nazionale, il Piemonte si colloca all’8º posto per numero di famiglie in difficoltà energetica, con un’incidenza del 10,1%. La graduatoria è guidata dalla Puglia, dove la quota raggiunge il 18,1%, mentre la regione con la situazione migliore è il Lazio, con il 5% delle famiglie coinvolte. A livello nazionale sono quasi 2 milioni e mezzo le famiglie italiane che vivono in condizioni di povertà energetica, per un totale di circa 5 milioni di persone, pari al 9,1% dei nuclei familiari complessivi.

Anche sul fronte dei costi emerge una situazione preoccupante. Nel 2024 le famiglie piemontesi hanno destinato complessivamente 3,164 miliardi di euro alle spese per energia elettrica e gas. Una cifra salita a 3,253 miliardi nel 2025, con una previsione che potrebbe raggiungere 3,685 miliardi nel 2026. Secondo Felici, il caro energia impone una riflessione sulle modalità di consumo e sulla necessità di investire in innovazione.

«L’aumento dei costi energetici deve spingerci a ottimizzare i consumi attraverso comportamenti più consapevoli e soprattutto attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie – sottolinea – La transizione verso un modello a basse emissioni di carbonio è una scelta strategica che il nostro Paese deve portare avanti con decisione». Per Confartigianato, la risposta alla crisi energetica passa dall’efficientamento e dalla capacità di innovare: le imprese stanno già facendo la propria parte. «Le aziende stanno investendo per ridurre i consumi e migliorare l’autonomia energetica – conclude Felici – Al contrario, politica e istituzioni troppo spesso sembrano inseguire le emergenze senza riuscire a costruire una strategia strutturale».