Protocollo

In Piemonte il primo accordo in Italia per il sostegno dei testimoni di giustizia

Regione, Prefettura e Procura della Repubblica insieme.

In Piemonte il primo accordo in Italia per il sostegno dei testimoni di giustizia

Firmato l’accordo tra Regione Piemonte, Prefettura di Torino e Procura della Repubblica per l’attuazione della misura regionale a sostegno dei testimoni di giustizia.

A sottoscrivere il protocollo, il presidente della Regione Alberto Cirio, il prefetto di Torino Donato Cafagna, nel suo ruolo di coordinatore di tutte le prefetture del Piemonte, e il procuratore della Repubblica di Torino e della Direzione distrettuale antimafia, Giovanni Bombardieri.

«Il percorso è iniziato un anno fa, proprio in occasione della Giornata nazionale per le vittime di mafia, quando intervenendo a un evento organizzato dal Consiglio regionale, il procuratore Bombardieri aveva acceso un faro sui testimoni di giustizia che spesso rischiano la propria sicurezza, anche economica, e attendono a lungo le dovute e adeguate tutele da parte dello Stato – dichiara Cirio – Da allora è iniziato un lavoro di approfondimento, anche legislativo, che ha portato all’approvazione della misura di supporto ai testimoni di giustizia da parte della Regione Piemonte che è la prima e rappresenta un unicum nel panorama italiano. L’obiettivo di questa iniziativa è testimoniare, anche nei fatti, la vicinanza e il sostegno a chi sceglie di denunciare mettendo a rischio non solo la propria vita, ma anche la propria stabilità economica e familiare. A queste persone le istituzioni, e la Regione Piemonte in primis, vogliono essere vicine, affinché si sentano meno sole e possano essere sempre di più di esempio perché nessuno scelga di girarsi dall’altra parte. Questo accordo è anche un segnale di rispetto e riconoscimento al lavoro della magistratura nel contrasto alla criminalità e alla mafia e abbiamo scelto di firmarlo oggi, a pochi giorni dall’anniversario della strage di Capaci nella quale persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie e gli agenti della scorta».

«L’intesa trae il suo fondamento dalla comune convinzione che nel contrasto alla criminalità organizzata occorre fare leva su un forte spirito di collaborazione – ha evidenziato Cafagna – Tra le istituzioni, come dimostra il lavoro congiunto tra Prefettura, Regione e Procura, su un aspetto delicato e decisivo come quello dei testimoni di giustizia. Tra cittadini e Forze dell’Ordine ed Autorità giudiziaria per alimentare la partecipazione attiva al contrasto del crimine organizzato. Il Protocollo consentirà di anticipare e affiancare alle risorse statali, fin dal primo momento in cui si manifesta la collaborazione del testimone».

Nel dettaglio il protocollo prevede che la Regione, senza in alcun modo sovrapporsi al sistema nazionale di protezione e assistenza, possa intervenire, coordinandosi con Procura e Prefettura, con un contributo economico a favore dei testimoni di giustizia, qualora si verifichino condizioni di eccezionale emergenza che non consentano di attendere il periodo che intercorre tra il momento in cui il testimone ha reso la sua testimonianza e quello in cui la Commissione centrale per la definizione e l’applicazione per le speciali misure di protezione delibera lo status di testimone e fa scattare le tutele già previste dalla legge. Il contributo economico, pari a 3mila euro, è assegnato al testimone di giustizia attraverso un conto corrente dedicato attivato dalla Prefettura di Torino con la garanzia di massima riservatezza sull’identità del beneficiario, con risorse a valere su una parte delle risorse del fondo anti-usura che arriva a circa 800mila euro.