Lo studiodi Polis Lombardia

In Lombardia stanno tornando lupi, orsi e cinghiali

I risultati della ricerca presentata al Pirellone.

In Lombardia stanno tornando lupi, orsi e cinghiali

In Lombardia si registra un progressivo ritorno dei grandi predatori, lupi e orsi, nelle aree alpine, fenomeno positivo per la biodiversità ma causa di problemi per gli allevatori locali. Parallelamente, la diffusione delle specie invasive, quali cinghiali e nutrie, rappresentano criticità crescenti in termini di danni all’agricoltura, rischi sanitari (ad esempio ricordiamo la peste suina africana, Psa) e per la sicurezza pubblica.

Questi i risultati della ricerca di Polis Lombardia sulla presenza dei grandi predatori e delle specie invasive in Lombardia e presentata nelle Commissioni “Agricoltura” e “Valorizzazione e tutela dei territori montani e di confine” del Consiglio regionale lombardo. Dati che mettono in luce l’importanza di strategie di gestione integrate, fondate su monitoraggio costante, prevenzione efficace, formazione degli operatori e strumenti di compensazione tempestivi e trasparenti.

Stando ai dati del documento, sul territorio lombardo vivono 8 giovani orsi maschi e una cinquantina di lupi, questi ultimi con branchi identificati nelle province di Sondrio, Brescia e Bergamo. 150mila sarebbe il numero dei cinghiali, specie che negli ultimi anni ha conosciuto una forte espansione territoriale, favorita da ripopolamenti venatori e dall’abbandono delle aree rurali. Per quanto riguarda le nutrie, che costituiscono un’emergenza ambientale e infrastrutturale nelle aree di pianura, la stima varia tra 700.000 e 2,3 milioni di individui, con impatti gravi sulla stabilità degli argini fluviali e sulle colture agricole lombarde.

Nel 2024 sono stati liquidati indennizzi per circa 78.000 euro, relativi a 123 eventi predatori, in larga parte attribuiti al lupo. Episodi legati al passaggio di orsi sono più sporadici anche se dall’altissimo impatto negativo sia sul piano emotivo che turistico ed escursionistico. I danni procurati dai cinghiali alle colture sono stati stimati da Coldiretti in oltre 6 milioni di euro annui, concentrati nelle province di Pavia, Brescia e Mantova.

Alle conseguenze sulle attività agricole (riso, mais e vigne), vanno poi aggiunte quelle di carattere sanitario e gli incidenti stradali causati dalla fauna selvatica: nel 2024 sono stati quasi 200 i sinistri e 14 le vittime. La peste suina africana, comparsa in Lombardia nel 2023, rappresenta una minaccia rilevante per la filiera suinicola regionale: nel 2025 sono stati registrati oltre 30.000 casi nei suini domestici, concentrati tra Lodi, Pavia e sud Milano.

La presenza di lupi e orsi rappresenta un successo per la biodiversità ma genera conflitti locali con gli allevatori, hanno spiegato i ricercatori durante la seduta congiunta, sottolineando come gli strumenti di prevenzione adottati, come recinzioni elettrificate e cani da guardiania, sono efficaci tanto quanto la formazione degli operatori agricoli, capace di ridurre i conflitti sociali con questi animali.

«Le migliaia di segnalazioni e lamentele ricevute da cittadini, agricoltori e gestori del territorio – ha osservato ha detto Carlo Bravo, vice presidente della Commissione Agricoltura e proponente la ricerca – indicano che il fenomeno è ben più diffuso e impattante di quanto documentato ufficialmente. Risulta perciò necessario proseguire nel lavoro di analisi per costruire un quadro chiaro e sistematico della situazione, intervenire tempestivamente con misure efficaci di prevenzione e contenimento, guardare ai modelli europei, come quello svizzero, che prevedono una maggiore flessibilità nel contenimento dei branchi quando la prevenzione non è sufficiente a garantire la sicurezza del bestiame».