La Lombardia si conferma una regione ricca di boschi e foreste. Il Rapporto sullo stato delle foreste in Lombardia, presentato in Commissione Agricoltura del Consiglio regionale attesta che la superficie boschiva lombarda è di oltre 618mila ettari, corrispondenti al 26% dell’intero territorio regionale: in pratica una disponibilità media di 616 metri quadrati per abitante. Le foreste lombarde assorbono ogni anno circa 3,4 milioni di tonnellate di CO2 e immagazzinano complessivamente 128,8 milioni di tonnellate di carbonio, con una crescita annua stimata in 2,9 milioni di metri cubi di massa legnosa.
«Gestiamo più di 23mila ettari tra boschi e pascoli di proprietà regionale e ci occupiamo degli oltre 618.000 ettari boschivi di tutta la Lombardia – ha detto Fabio Losio, presidente di Ersaf, l’ente regionale per i servizi all’agricoltura e alle foreste -. Decisivo è il contributo e la collaborazione con i Consorzi forestali e le imprese boschive: enti fondamentali per il corretto mantenimento di boschi e foreste. Il Rapporto fotografa un patrimonio forestale sostanzialmente in buona salute che nel prossimo futuro deve affrontare una sfida importante, quella di valorizzare il legno lombardo e la filiera locale per contrastare il fenomeno ancora troppo rilevante dell’importazione dall’estero dovuto ai costi elevati e alle difficoltà strutturali della filiera del legno».
«Le aree montane lombarde, dove il bosco rappresenta un elemento identitario e un presidio fondamentale contro il dissesto idrogeologico – ha spiegato il consigliere regionale Floriano Massardi, presidente della Commissione Agricoltura – sono quelle dove si concentrano l’81% dei boschi; il restante 12% della superficie boschiva si trova in collina e il 7%, invece, in pianura. Non mancano purtroppo le criticità, come la diffusione infestante del bostrico tipografo, che ha colpito soprattutto la Valle Camonica e che ha evidenziato la vulnerabilità degli ecosistemi forestali».
Nonostante un mercato dinamico, l’Italia resta fortemente dipendente dall’estero, importando oltre i due terzi del fabbisogno di legno, con punte dell’80%. Permane, infatti, a livello regionale una difficoltà strutturale nel collegare produzione forestale e trasformazione industriale, con filiere che spesso non si chiudono a causa di svariati fattori: frammentazione della proprietà privata, condizioni orografiche complesse, costi elevati, viabilità insufficiente e una filiera ancora poco organizzata.
La filiera lombarda del legno, dove spiccano il distretto del mobile brianzolo e il settore del design, coinvolge circa 85.000 imprese e oltre 550.000 addetti e rappresenta circa l’1% del Pil nazionale, con un valore complessivo di 39 miliardi di euro e un peso pari al 4,5% del manifatturiero.
Sul territorio operano circa 320 imprese boschive con oltre 1.900 addetti, affiancate da 28 consorzi forestali che gestiscono più di 102.000 ettari, pari al 14% della superficie boscata. Una rete fondamentale per garantire presidio e coordinamento, soprattutto nelle aree più fragili.
«Questo Rapporto annuale rappresenta uno strumento operativo e strategico prezioso – ha sottolineato l’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi -, che ci permette di delineare una strategia a medio-lungo termine per il settore forestale. Le nostre foreste non sono soltanto un patrimonio ambientale, ma una risorsa strategica anche dal punto di vista economico. Il tema oggi è passare da una crescita spontanea a una gestione consapevole, perché più bosco non significa automaticamente bosco migliore. È necessario trasformare l’abbandono in gestione, rafforzare le filiere locali e rendere il patrimonio forestale sempre più centrale nello sviluppo sostenibile della Lombardia».
Sul fronte investimenti, nel 2025 Regione Lombardia ha stanziato 29 milioni di euro per la prevenzione e il ripristino dei danni alle foreste, 14 milioni per la viabilità agro-silvo-pastorale e 8 milioni per la meccanizzazione e il rafforzamento delle imprese. A questi si aggiungono circa 3 milioni per la pianificazione forestale e 1 milione destinato ai consorzi forestali. Significativo anche il sostegno alla pioppicoltura, con 4 bandi tra il 2024 e il 2025 che hanno finanziato 192 progetti per oltre 5,1 milioni di euro di investimenti.