In Lombardia una famiglia su 5 ha difficoltà a sostenere le spese sanitarie e rinuncia a curarsi. E’ quanto emerge dall’ultimo sondaggio condotto dall’associazione Altroconsumo su un campione di 1.415 persone tra i 18 e i 74 anni tra giugno e settembre 2025.
In Lombardia il 20% delle famiglie fa fatica a curarsi: l’indagine di Altroconsumo
I risultati dell’indagine sono preoccupanti, e mettono in discussione il concetto di accessibilità universale per la sanità da parte dei cittadini. Il 27% del totale degli intervistati ha dichiarato di avere avuto delle difficoltà a sostenere le spese sanitarie nei mesi relativi all’indagine.
«C’è chi rimanda una visita specialistica o un esame diagnostico, chi fa i conti prima di entrare in farmacia e chi – così da Altroconsumo – spera che “vada tutto bene” ancora per un po’».
La survey parla chiaro sulle percentuali: se in casa ci sono persone che soffrono di patologie croniche, e che quindi hanno bisogno di cure ricorrenti, la percentuale di chi fa fatica dal 27% sale al 33%. Rimanendo sul campione totale di intervistati, se il 27% ha dichiarato difficoltà nell’affrontare le spese, o addirittura di non essersele potute permettere, il 31% ha dichiarato che non è stato né facile né difficile e il 42% ha dichiarato di averle sostenute senza problemi.
La situazione più difficile nelle regioni del Mezzogiorno
Le regioni dove i mesi in questione sono stati più difficili sono quelle del Meridione: Campania (40%), Sicilia e Puglia (36%) sono il fanalino di coda, ma anche al nord i numeri sono importanti, come si diceva all’inizio con l’esempio lombardo.
«La difficoltà – fanno sapere da Altroconsumo – spesso sfocia in rinuncia: un quarto degli intervistati ammette che, nell’ultimo anno, almeno una persona in casa ha dovuto rimandare o addirittura sacrificare del tutto una spesa sanitaria necessaria, per mancanza di risorse sufficienti. Non si tratta di interventi straordinari, ma di cure spesso fondamentali per il benessere personale. Le prime a essere rinviate, perché particolarmente costose, sono le cure dentistiche, posticipate dal 21% dei nuclei familiari, seguite da occhiali e lenti a contatto (16%). Ai primi posti della classifica ci sono anche farmaci senza prescrizione, visite mediche ed esami e riabilitazione fisica».
Quasi la metà della platea di famiglie che hanno dovuto rinviare le cure sono andate incontro a problemi importanti (45%), mentre per il 10% ci sono state vere e proprie ripercussioni gravi. Ma quando si parla di spesa sanitaria cosa si intende nel concreto? L’indagine ha calcolato una spesa media annua, per famiglia, di 1.723 euro per cure, servizi e prodotti legati alla salute.
«Per il 26% delle famiglie – così da Altroconsumo – queste spese assorbono almeno un quinto del reddito netto annuo: una quota molto significativa, che trasforma visite, esami e cure in una delle principali voci di spesa del bilancio familiare. Un dato che evidenzia chiaramente la vulnerabilità diffusa e quanto la gestione della salute possa mettere sotto pressione le famiglie prive di una solida stabilità economica. Per queste famiglie, una nuova necessità sanitaria, se non può essere rimandata, rischia di comportare indebitamento o persino la vendita di beni essenziali per farvi fronte. Le spese sanitarie più comuni sono quelle per i farmaci (con o senza ricetta): riguardano quasi nove famiglie su dieci. Seguono quelle per le cure dentistiche (59%) e per gli occhiali e le lenti da vista (42%)».
Nel dettaglio l’89% delle famiglie intervistate ha sostenuto una spesa media annua di 328 euro per l’acquisto di farmaci con prescrizione medica, un po’ meno quelli senza ricetta (l’87% per una media di 298 euro). Per le cure dentistiche il 59% delle famiglie ha sostenuto una spesa di 1.098 euro, mentre per l’assistenza psicologica e psichiatrica l’11% del campione intervistato ha speso 730 euro l’anno. Le assicurazioni private sono ancora un’eccezione: la maggioranza delle famiglie italiane infatti ancora non dispone d’altro oltre al Ssn (57%). Il 30% della quota che invece dispone di un’assicurazione privata ce l’ha legata al proprio contratto di lavoro. Considerando le famiglie che hanno sottoscritto in autonomia un contratto in questo senso, la spesa media annua è di 919 euro.
«Se invece si includono tutti i nuclei familiari con un’assicurazione, compresa quella integrativa aziendale, il costo medio scende a 745 euro all’anno. Dalla nostra inchiesta – concludono da Altroconsumo – emerge che le famiglie con i redditi più bassi sono anche quelle che dispongono meno di copertura assicurativa. Tra le famiglie che hanno un reddito mensile medio fino a 2.000 euro, il 72% non ha una copertura sanitaria privata».