Il Piemonte perde tre punti Pil pro capite rispetto alla media europea ma la Liguria ne perde 4,7; solo la Lombardia cresce di 3.
Pil pro capite il Piemonte perde 3 punti
Il Piemonte, dunque, come riporta il Sole24 Ore su dati Eurostat, rispetto a sette anni fa è scivolato a 99,7 (fatta 100 la media europea), finendo quindi nelle regioni europee «in transizione» come Abruzzo, Umbria e Marche, cioè a metà strada tra le «più sviluppate» e le «meno sviluppate». Di sicuro hanno gravato sul risultato il contesto geopolitico ma soprattutto la crisi del comparto dell’automotive, con il ridimensionamento del gruppo Fiat-Stellantis. Un settore su cui la Regione ha già aperto un tavolo e chiesto aiuti.
Il dato del Pil pro capite, in base alla media del triennio 2021-2013, serve a definire la distribuzione dei fondi della politica di coesione europea, in base alla cosiddetta “formula di Berlino” che dal 1999 regola l’assegnazione delle risorse con un criterio inversamente proporzionale alla ricchezza prodotta. Le regioni più povere ricevono più risorse comunitarie, quelle più ricche ne ricevono meno. A questo punto, il Piemonte potrebbe pensare di ricevere più fondi: se la Commissione europea confermerà i dati Eurostat riferiti al triennio 2021-2023, il Piemonte potrebbe ricevere il 60% in più di risorse rispetto all’attuale programmazione. Dall’attuale dotazione di 1,1 miliardi di euro tra Fondo europeo di sviluppo regionale e Fondo sociale europeo si passerebbe a 1,8 miliardi.
E’ ancora, però, da definire se questo incremento sarà effettivo
Nel complesso, retrocedono quasi tutte le altre regioni italiane rispetto alla media europea, fatta eccezione per la Provincia di Bolzano (+4,3 da 155 precedente a 159,3), la Lombardia (+ 3, da 129,7 a 132,7), il Molise (+2,3) e la Puglia (invariata). Arretrano in modo pesante le altre vicine del Piemonte, Valle d’Aosta (-5,3) e Liguria (-4,7). Male anche Provincia di Trento (-3,7), Toscana e Umbria (-3,3) e Lazio (-3, come il Piemonte). Arretrano, ma in modo più contenuto, le regioni del Mezzogiorno: Sicilia e Basilicata -0,3, Campania -1, Sardegna e Calabria -1,3.
Nel rapporto annuale di Banca d’Italia i dati relativi al Piemonte segnavano già una mancata crescita ma non tale da gridare all’apocalisse.
«Nel 2024 la crescita dell’economia del Piemonte è stata modesta – si legge – Secondo l’indicatore trimestrale dell’economia regionale della Banca d’Italia, il prodotto è aumentato dello 0,7 per cento, in linea con la media nazionale e in misura di poco superiore a quella del Nord. Secondo l’indicatore coincidente Regio-coin, che coglie la dinamica delle componenti di fondo del ciclo economico, l’andamento dell’economia è lievemente migliorato nei primi tre mesi del 2025 rispetto al trimestre precedente».
Il contributo della dinamica negativa delle esportazioni
Sempre il rapporto segnalava come nell’industria la produzione e, in misura più contenuta, il valore aggiunto si fossero ridotti. Ha contribuito la dinamica negativa delle esportazioni, soprattutto in Germania. Il calo dell’attività ha interessato diversi settori di specializzazione ed è stato molto intenso nel comparto automotive: in particolare, la produzione di autovetture nel polo torinese è scesa su livelli storicamente bassi. Nel terziario privato non finanziario la congiuntura è stata positiva: una maggiore dinamicità ha interessato i servizi alle imprese e l’Information and communication technology, a fronte della debolezza nel commercio. I flussi turistici sono ancora aumentati, soprattutto quelli di stranieri, ma in misura meno intensa del 2023. Nelle costruzioni i livelli produttivi sono rimasti elevati, grazie soprattutto all’avanzamento dei cantieri del Piano nazionale di ripresa e resilienza, che all’inizio dell’anno in corso si confermava superiore alla media nazionale. Considerando non solo gli appalti di lavori, ma anche quelli di forniture e l’accesso a incentivi, le imprese piemontesi che hanno beneficiato del Pnrr rappresentano circa un quarto del fatturato complessivo della regione.
Insomma, il margine per migliorare esiste.