Sanremo

Il Festival fa cantare la cassa

EY Italia: il valore economico dell’edizione 2026 sarà di oltre 252 milioni di euro.

Il Festival fa cantare la cassa

di Andrea Moggio

Ribattezzato già lo scorso anno il Superbowl italiano, per la mole di investimenti pubblicitari che riesce a muovere, il Festival di Sanremo punta a superare se stesso. Uno studio pubblicato dalla società di consulenza EY Italia stima in oltre 252 milioni di euro il valore economico dell’edizione 2026, tra pubblicità, discografia, hospitality, posti di lavoro e indotto. Solo Rai Pubblicità, che nel 2025 aveva tagliato il traguardo dei 65 milioni di euro, quest’anno punta a superare i 70.

Luca Poggi, amministratore delegato di Rai Pubblicità, ne ha parlato nel corso di una conferenza stampa congiunta con il Comune di Sanremo pochi giorni fa:

«Un evento come Sanremo per noi è davvero come il Superbowl, ma molto più articolato. Sono cinque serate di Festival per le quali noi lavoriamo 51 settimane ogni anno. Dal 2020 in poi, il Festival è cambiato tremendamente… in meglio naturalmente. Non è mai stato così forte, così rilevante e una parte importante di questo salto in avanti dell’evento è stato reso possibile grazie al progetto che Rai Pubblicità fa con i suoi brand e i suoi partner e investitori. Non è solo un progetto commerciale, è virtuoso, nel senso che porta un vantaggio alla società. Perché una volta lo spettacolo era solo per chi poteva entrare all’Ariston, mentre oggi lo spettacolo è anche fuori dal Teatro, con centinaia di persone che vivono l’aria e l’atmosfera del Festival grazie alle operazioni da noi create insieme ai brand».

Il sindaco Alessandro Mager ha sottolineato come l’appeal dell’evento e di conseguenza della città di Sanremo sia in costante crescita:

«Credo che Rai Pubblicità possa essere molto soddisfatta, gli sponsor sono aumentati e questo significa che la manifestazione ha un fortissimo appeal a livello nazionale. In Comune abbiamo gestito le richieste di moltissime aziende che hanno voluto creare a Sanremo una base di esposizione mediatica durante il Festival: alcune siamo riusciti a soddisfarle, altre no. Siamo soddisfatti anche del fatto che con la Rai si sia raggiunto un accordo per un migliore sfruttamento della Casa da gioco, dove si svolgerà il Dopofestival».

Sintomatiche di questo successo, anche dal punto di vista economico, non solo per la Rai, ma per il Comune di Sanremo, sono le parole dell’assessore al Turismo Alessandro Sindoni:

«Io sono contento che la cosa si stia allargando e sono molto soddisfatto anche delle richieste che, ahimé, abbiamo dovuto negare, perché si stavano proponendo in ogni angolo della città e in questo momento storico abbiamo preferito guardare alla sicurezza e alla tranquillità. Abbiamo deciso di aumentare, ma con razionalità».

Ma quanto vale il Festival di Sanremo? Secondo EY Italia l’impatto economico di questa edizione 2026 è pari a 252,1 milioni di euro, in ulteriore aumento rispetto ai 245 milioni dell’edizione precedente, con un valore aggiunto assimilabile al PIL pari a circa 96 milioni e l’attivazione di oltre 1.300 posti di lavoro.

«La nostra analisi mostra come il Festival di Sanremo si confermi un importante attore della crescita economica regionale con interessanti ricadute per il Paese, anche in termini di immagine – sottolinea Mario Rocco di EY Italia – Rispetto all’anno scorso, il valore dell’evento risulta lievemente superiore, attestandosi a 252 milioni di euro in linea con l’aumento della raccolta pubblicitaria, confermando l’importanza degli investimenti nell’industria musicale e negli eventi artistici di questa dimensione. Per l’edizione di quest’anno, inoltre, si stima una percentuale di posti occupati dagli spettatori pari al 90% del totale nelle cinque serate ed è di circa 500 euro la spesa giornaliera del singolo spettatore tenendo conto, tra gli altri, dei costi legati al trasporto, pernottamento, ristorazione e spese varie».

«Le spese pubblicitarie e degli sponsor rese disponili pubblicamente – conclude la nota di EY – avranno un impatto economico complessivo di 176 milioni, con un valore aggiunto di oltre 65 milioni e l’attivazione di più di 800 posti di lavoro. Relativamente alle spese organizzative, il valore della produzione nel 2026 è stimato a circa 48 milioni di euro, mentre le spese pubblicitarie e degli sponsor – vale a dire il fatturato di Rai Pubblicità – hanno raggiunto i 70 milioni di euro».

La Città di Sanremo ha naturalmente il suo tornaconto, che rispetto alle precedenti edizioni è stato sensibilmente aumentato. Questo anche – e non soprattutto – grazie a una sentenza del Tar che ha imposto al Comune di affidare l’organizzazione del Festival attraverso una gara. Il Comune – che è titolare del marchio Festival di Sanremo e Festival della Canzone Italiana – ha messo a base di gara 6,5 milioni più l’1% del fatturato pubblicitario, quindi circa 7,2 milioni cash, rispetto ai 4,8 che la Rai versava al comune fino a un anno fa. A questi vanno aggiunte le somme incassate per l’occupazione degli spazi pubblici da parte di soggetti e aziende esterne al pacchetto di sponsor di Rai Pubblicità.