Immagine di apertura realizzata con Intelligenza artificiale.
Il credito entra sempre di più nei bilanci delle famiglie. Non solo per comprare casa, ma soprattutto per finanziare consumi, acquisti e spese che vengono distribuiti nel tempo. Nel 2025 l’indebitamento al consumo delle famiglie italiane ha raggiunto 177,5 miliardi di euro, con una crescita del 4,9% in un anno. E il Nordovest non fa eccezione. Lombardia, Piemonte e Liguria insieme arrivano a quasi 49 miliardi di euro di esposizione, in aumento del 5% rispetto ai 46,6 miliardi del 2024. A raccontare la fotografia è l’Ufficio Studi della CGIA di Mestre, che ha elaborato dati di Banca d’Italia e Istat.
Lombardia, 30 miliardi sulle spalle delle famiglie
E’ la Lombardia a concentrare la fetta più consistente del debito. Nel 2025 l’esposizione per il credito al consumo ha raggiunto 30,3 miliardi di euro, 1,69 miliardi in più rispetto all’anno precedente. La crescita è stata del 5,9%. Ogni famiglia lombarda ha in media 6.595 euro di debito al consumo, un valore leggermente inferiore alla media italiana di 6.657 euro. Ma dietro la media regionale si nasconde una geografia molto diversa. Lodi è il caso più evidente: con 8.280 euro per famiglia è la terza provincia italiana per esposizione media. Seguono Pavia, a quota 8.003 euro, e Varese, con 7.777 euro. Sopra quota 7 mila euro troviamo anche Como, con 7.369 euro, Cremona, con 7.340, e Monza-Brianza, con 7.315 euro per famiglia. Milano presenta invece un valore medio più contenuto, 6.057 euro per famiglia, ma un volume complessivo enorme: 9,6 miliardi di euro, oltre mezzo miliardo in più rispetto al 2024. Anche Bergamo e Brescia restano intorno ai 6 mila euro per famiglia, rispettivamente con 6.036 e 6.069 euro.
Piemonte, 13,7 miliardi di credito
In Piemonte il debito al consumo delle famiglie arriva a 13,74 miliardi di euro, in aumento del 3,4% rispetto ai 13,29 miliardi del 2024. L’esposizione media è di 6.779 euro per famiglia, superiore alla media ligure e leggermente sopra quella lombarda. A guidare la classifica piemontese è Novara, con 7.876 euro per famiglia. Seguono Vercelli, a 7.679 euro, e Biella, a 7.401. Alessandria si ferma a 7.171 euro, mentre Torino registra 6.682 euro. Il capoluogo regionale concentra però il maggiore ammontare assoluto di debito, con 7,14 miliardi di euro. La crescita torinese è stata del 2,4%, la più contenuta tra le principali province piemontesi considerate dalla rilevazione. Più basso il dato di Cuneo, con 5.728 euro per famiglia.
Liguria, La Spezia sopra gli 8mila euro
La Liguria presenta un’esposizione media più contenuta rispetto alle altre due regioni del Nordovest. Nel 2025 il credito al consumo ha raggiunto 4,53 miliardi di euro, contro i 4,32 miliardi del 2024, con un aumento del 4,7%. Il debito medio è di 5.905 euro per famiglia, circa 750 euro sotto la media nazionale. Anche in questo caso, però, la media regionale nasconde differenze significative. La Spezia è infatti tra le province italiane con il maggiore debito medio: 8.047 euro per famiglia, il sesto valore nazionale. In un anno l’esposizione è cresciuta del 5,3%. Molto più distanti Savona, con 5.776 euro, Genova, con 5.587, e Imperia, con 5.235 euro per famiglia. Genova resta però il principale polo ligure per valore complessivo, con 2,36 miliardi di euro di debito al consumo, in aumento del 4,7% rispetto al 2024.
Il credito al consumo corre più dei mutui
La crescita del debito non è uniforme. E’ soprattutto il credito al consumo ad aver accelerato nell’ultimo decennio. Tra il 2016 e il 2025 i prestiti bancari alle famiglie sono aumentati complessivamente del 16,5%. I mutui sono cresciuti del 18,4%. Il credito al consumo, invece, ha registrato un balzo del 56,9%, passando da 80,9 a 126,9 miliardi di euro. Se si aggiungono i finanziamenti concessi dalle società finanziarie, l’esposizione complessiva delle famiglie italiane per credito al consumo arriva a circa 178 miliardi di euro. E’ un dato che non va interpretato automaticamente come un segnale di difficoltà. Il credito può infatti accompagnare l’acquisto di beni e servizi e sostenere i consumi. Il punto decisivo diventa la capacità della famiglia di sostenere le rate nel tempo.
Il fattore che pesa: il costo del finanziamento
A rendere più delicato il quadro è il costo del credito. Il TAEG del credito al consumo è passato dal 7,64% del 2021 al 10,16% nel 2023, per poi mantenersi intorno al 10%. A luglio 2026 ha raggiunto il 10,38%, secondo i dati riportati dalla CGIA. Per chi ricorre a un finanziamento significa che il costo complessivo dell’operazione può aumentare: non conta soltanto il tasso d’interesse, ma anche le altre spese comprese nel TAEG. Il risultato è una fotografia nella quale il credito continua a sostenere una parte dei consumi delle famiglie, ma con un’attenzione crescente alla sostenibilità delle rate.
La mappa provinciale racconta un’altra economia
Il dato più interessante emerge forse proprio guardando alle province. Non sempre le aree con il maggiore volume complessivo sono quelle con il debito medio più elevato. Milano, per esempio, concentra 9,6 miliardi di euro, ma il debito medio familiare è di 6.057 euro. Lodi, con un’economia e una popolazione molto più contenute, arriva invece a 8.280 euro per famiglia. Lo stesso accade in Liguria: Genova concentra la maggiore esposizione complessiva, ma è La Spezia a presentare il dato medio più alto. In Piemonte, invece, Torino è il principale centro per valore assoluto, mentre Novara presenta un’esposizione media decisamente superiore. E’ la differenza tra quanto credito viene complessivamente movimentato da un territorio e quanto pesa mediamente sulle singole famiglie. Due indicatori diversi, entrambi utili per capire come il ricorso al credito stia entrando nei bilanci del Nordovest. Il quadro che emerge è quindi quello di un territorio dove il credito al consumo continua a crescere, ma con intensità differenti. La Lombardia concentra i volumi maggiori, il Piemonte presenta il debito medio più alto tra le tre regioni considerate, mentre la Liguria resta sotto la media nazionale pur mostrando forti differenze interne. E mentre il credito continua a sostenere una parte dei consumi, la variabile da osservare sarà sempre più il rapporto tra debito, reddito disponibile e costo delle rate. Per le famiglie del Nordovest, sarà questo equilibrio a determinare quanto il ricorso al finanziamento potrà continuare a rappresentare uno strumento per sostenere i consumi e quanto, invece, potrà incidere sulla capacità di spesa dei bilanci domestici.