«Capire quali sono i migliori strumenti per dare dei servizi alle famiglie e alle imprese per risolvere il problema della bolletta energetica». Così il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri Alessandro Morelli ha spiegato l’obiettivo del convegno tenutosi a Palazzo Lombardia che intendeva affrontare le tematiche della sovranità energetica e della competitività. L’iniziativa si è tenuta il 14 settembre nel capoluogo lombardo, a pochi giorni di distanza dall’approvazione della legge delega del Governo sul tema del nucleare.
«La prima cosa, la più importante, è fare una norma che ci permetta di realizzare la famosissima centrale nucleare numero 1. In Italia oggi è vietato semplicemente ragionare dal punto di vista fattivo di un’ipotesi di questo genere. La legge delega del Governo è diventata realtà e quindi per questa ragione inizia il percorso del nucleare in Italia, grazie a una norma che permette non solo all’accademia e all’università di fare ricerca, ma alle imprese e alle aziende anche nazionali di fare investimenti su questo argomento. Ci sono tecnologie messe a disposizione dal mercato che ci salvaguardano sul fronte della sicurezza, ma guardano anche al futuro. Ricordo che le principali aziende energetiche italiane gestiscono numerose centrali nucleari in giro per il mondo, e questa è un’ulteriore assurdità».
All’evento hanno partecipato anche il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, il vicepresidente del Consiglio nonché ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini e il titolare del dicastero dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, oltre al presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana: «Non esiste una sola soluzione – ha sottolineato proprio Fontana – dobbiamo lavorare su tutte le fonti, migliorandone efficienza, sostenibilità e capacità produttiva. Credo nelle biomasse, nei biocarburanti, nel nucleare e nella geotermia. Occorre investire nella ricerca per rendere queste tecnologie sempre più efficienti e sostenibili».
L’altro grande tema della giornata è stato proprio quello delle biomasse, che secondo Morelli «sono un’opportunità: pensiamo ai nostri boschi che spesso sono abbandonati. In giro per l’Europa questa opportunità viene adeguatamente sfruttata e gestita con oculatezza. In Italia invece, sempre per ragioni ideologiche, è stata vista come una sorta di minaccia ambientale. In realtà la minaccia ambientale è il non gestire il bosco: abbiamo veramente un nuovo petrolio, un petrolio verde che sono i nostri boschi che se ben gestiti fanno crescere l’ambiente e non lo diminuiscono».
Da Palazzo Lombardia, qualche giorno dopo il convegno, si è alzata anche la voce dell’assessore allo Sviluppo economico della Regione, Guido Guidesi, riguardo a quella che definisce una vera e propria emergenza energetica: «I costi continuano ad essere insostenibili. Non possiamo permettere che questo diventi un nuovo freno alla produzione, agli investimenti e ai consumi in Lombardia. Con questi costi la Lombardia si ferma. Questa è una priorità, perché siamo di fronte a un’emergenza. Le strategie di medio-lungo periodo sono indispensabili, ma oggi servono decisioni immediate. Se vogliamo difendere la competitività del nostro sistema produttivo e il potere d’acquisto delle famiglie, non possiamo più rimandare».
Ha rivolto poi un appello all’Europa e al Governo: «Ci sono almeno tre interventi immediati sui quali gli enti sovraregionali devono lavorare: maggiore trasparenza nella formazione e nel calcolo del prezzo dell’energia, limiti normativi alla speculazione finanziaria che incide sui prezzi e un “price cap” che permetta di contenere gli effetti di dinamiche che nulla hanno a che vedere con i costi reali di produzione».