di Micol Baronio
Le vitamine del gruppo B rappresentano un universo molto più ampio e complesso di quanto spesso si pensi. Non sono semplici integratori da assumere quando ci si sente stanchi, ma sostanze fondamentali per il metabolismo energetico, per il sistema nervoso, per l’equilibrio immunitario e per numerosi processi cellulari. Secondo il dottor Paolo Giordo, medico specializzato in neurologia ed esperto di omeopatia, fitoterapia e nutrizione, la vitamina B1, o tiamina, merita una particolare attenzione. È coinvolta nella trasformazione dell’energia ricavata dagli alimenti e nella formazione dei neurotrasmettitori. Negli ultimi anni è stata studiata anche in relazione al morbo di Parkinson, malattia neurodegenerativa che, quando viene diagnosticata, spesso ha già determinato una perdita importante dei neuroni deputati al movimento. In questo contesto la tiamina viene considerata interessante perché potrebbe contribuire a sostenere la produzione di dopamina e a proteggere le popolazioni neuronali residue. L’integrazione, però, non può essere improvvisata: va personalizzata, valutando età, durata della malattia, sintomi e risposta clinica.
La vitamina B2, o riboflavina, è altrettanto importante. Partecipa al metabolismo energetico e, secondo il dottor Giordo, può avere un ruolo rilevante anche nell’attivazione della vitamina D. Una carenza di B2 può, quindi, ripercuotersi indirettamente sull’equilibrio immunitario. La riboflavina viene, inoltre, utilizzata, a dosaggi adeguati e sotto controllo medico, come supporto nelle cefalee croniche e nelle emicranie.
La vitamina B3, conosciuta anche come niacina, ha una storia particolare. In passato era nota come vitamina PP, perché la sua carenza era associata alla pellagra, malattia caratterizzata da dermatite, diarrea e disturbi neurologici. Il dottor Giordo ricorda anche gli studi che hanno collegato la niacina ad alcune condizioni psichiatriche e alle dipendenze, sempre nell’ambito di approcci clinici complessi. Un aspetto da conoscere è il cosiddetto flushing, un arrossamento improvviso del volto dovuto al rilascio di istamina. Per chi non lo tollera, esistono forme alternative come la nicotinamide.
La vitamina B9, o acido folico, è fondamentale soprattutto in gravidanza, perché contribuisce alla corretta formazione del tubo neurale e alla prevenzione di gravi malformazioni come la spina bifida. Insieme alla B6 e alla B12, partecipa anche al controllo dell’omocisteina, parametro importante per la salute cardiovascolare.
Infine, la vitamina B12, o cobalamina, è essenziale per il sistema nervoso, il sangue e il metabolismo cellulare. La sua carenza può essere frequente nei vegani, in chi assume a lungo farmaci antiacidi o in chi ha problemi gastrici, gastrite atrofica o interventi bariatrici. Per il dottor Giordo non basta guardare distrattamente i valori di laboratorio: anche livelli apparentemente “nella norma” possono non essere ottimali. Il messaggio del dottor Giordo è quindi quello di non considerare le vitamine del gruppo B come semplici “ricostituenti”. Dietro ogni carenza possono nascondersi stanchezza, disturbi neurologici, fragilità immunitaria, problemi cardiovascolari o difficoltà cognitive. Per questo l’integrazione non dovrebbe mai essere casuale, ma guidata da esami mirati, anamnesi e valutazione clinica. Perché, quando vengono usate correttamente, queste vitamine non servono solo a colmare un vuoto, possono diventare una vera chiave di lettura per capire cosa sta chiedendo il nostro organismo.