Uova di cioccolato e colomba sono i dolci tipici della Pasqua, ma quest’anno la campagna di vendita è anomala a causa dei rincari degli ultimi 24 mesi, soprattutto per quanto riguarda il cioccolato.
«A fine 2025 il costo delle fave di cioccolato è diminuito ma ci vuole tempo prima che l’effetto si ripercuota sul mercato. Non è come la benzina – spiega Stefano Borromeo, amministratore delegato di Galup – La nostra produzione è terminata a fine febbraio e l’approvvigionamento delle materie prime è avvenuto con anticipo, quindi quando i costi erano più alti. Non solo, noi non compriamo le fave, ma il cioccolato già trasformato in massa e questo incide. La situazione è, quindi, complessa perché il cliente si aspetta un prezzo minore in negozio che, però, non trova».
Nonostante questo, i consumatori più giovani prediligono il cioccolato anche per l’impasto e la farcitura della colomba: la versione «cioccolato e pere» va per la maggiore ormai da anni, anche se la colomba tradizionale con i canditi resta sul podio.
«Per quanto riguarda le vendite a catene e negozi siamo allineati allo scorso anno per Galup e in crescita per Streglio – continua Borromeo – ma la reale domanda del mercato è fiacca e speriamo in questi ultimi giorni. D’altra parte, la colomba costa più del panettone anche nel produrla perché gli impianti sono quelli per il panettone, che vengono adattati e la forma allungata occupa più spazio. Non vi è l’abitudine di regalare una colomba come si fa, invece, con il panettone e il mercato estero è quasi nullo. E’ però certa la ricerca della qualità: chi acquista vuole un prodotto premium».
Per quanto riguarda le uova, il discorso è diverso perché si pensa ai bambini, alla sorpresa:
«Stiamo riposizionando il marchio Streglio e i “gusti” più richiesti sono fondente con nocciole e pistacchio. Abbiamo tutto un mondo da conquistare e possiamo permetterci tanti sbagli perché è dagli errori che si impara».
L’obiettivo di Galup il consolidamento, «con il Natale siamo al 95% della capacità produttiva, con la Pasqua abbiamo ampi spazi di crescita».
Borromeo è goloso? «Sì!» e sceglie la colomba tradizionale, soffice, con i canditi buoni, che danno soddisfazione; e per l’uovo, fondente, che quando si rompe sul tavolo lascia cadere libere le nocciole: un modo bello anche per condividere un prodotto buono, stando insieme.
L’azienda dolciaria Galup nasce nel 1922 a Pinerolo (Torino), fondata dal pasticcere Pietro Ferrua, che inventò il panettone basso con la glassa alle nocciole. Ben presto il panettone “piemontese” si contrappose al tradizionale milanese. Pochi anni dopo, Ferrua dà nuova vita a un’altra classica ricetta delle feste: la Colomba. La personalità delle ricette Ferrua fece guadagnare alla sua pasticceria il brevetto Fornitore della Real Casa.
Galup in dialetto piemontese significa goloso e prelibato. La leggenda narra che la moglie di Ferrua, Regina, sentì un amico assaggiare il panettone ed esclamare “«A l’è propri galup» (“è proprio goloso”) e consigliò al marito di chiamare Galup la sua pasticceria. Nel 2022 Galup ha festeggiato il secolo di storia: l’azienda è cresciuta e ha acquisito una dimensione commerciale nazionale e internazionale. Oggi Galup sta vivendo una nuova era con un cambio al timone imprenditoriale, dal 2015 infatti, Giuseppe Bernocco, con il socio Sebastiano Astegiano, è alla guida del brand piemontese.