La distribuzione del 5×1000 relativa all’anno finanziario 2025 conferma la fiducia dei contribuenti italiani nei confronti degli enti impegnati nella ricerca scientifica, nella sanità e nel volontariato. I dati ufficiali dell’Agenzia delle Entrate mostrano una netta concentrazione delle risorse su alcune grandi organizzazioni nazionali, ma evidenziano anche il ruolo di importanti realtà radicate nei territori di Piemonte, Lombardia e Liguria.
La Lombardia si conferma la regione che raccoglie gli importi più elevati. In testa alla classifica figura la Fondazione Airc per la Ricerca sul Cancro Ets, che supera gli 82,7 milioni di euro, un risultato che la colloca nettamente al primo posto a livello nazionale. Alle sue spalle si trovano Emergency con 13,44 milioni di euro, l’Istituto Europeo di Oncologia con 9,5 milioni, la Fondazione Umberto Veronesi con 5,64 milioni e la Fondazione Irccs Istituto Nazionale dei Tumori con 4,56 milioni.
Anche il Piemonte registra risultati di grande rilievo. A guidare la classifica regionale è la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro Ets di Candiolo, che ottiene 14,31 milioni di euro, confermandosi una delle realtà più sostenute d’Italia. Seguono la Casa Salesiana Beato Michele Rua con 680mila euro, la Fondazione Faro Ets con 453mila euro, l’Organizzazione di volontariato fondo di solidarietà con 432mila euro e la Fondazione ospedale infantile Regina Margherita con oltre 335mila euro.
In Liguria il primo posto spetta alla Fondazione Italiana Sclerosi Multipla Ets, con 8,61 milioni di euro, seguita dall’Istituto Giannina Gaslini con 4,59 milioni e dall’Associazione Italiana Celiachia Aps, che raccoglie 1,75 milioni. Completano la graduatoria la Fondazione Gigi Ghirotti Genova Ets con 1,26 milioni e l’Irccs Azienda Ospedaliera Metropolitana con circa 481 mila euro.
La classifica mette anche in evidenza la forza delle organizzazioni storiche, capaci di costruire nel tempo un rapporto di fiducia con i cittadini attraverso trasparenza, continuità delle attività e risultati concreti. Accanto ai grandi enti nazionali trovano spazio fondazioni e associazioni territoriali che rappresentano punti di riferimento per le rispettive comunità. Il 5×1000 continua così a confermarsi uno strumento fondamentale di sostegno al Terzo settore e alla ricerca italiana, consentendo ai contribuenti di destinare una quota dell’Irpef a organizzazioni che operano in ambiti di interesse pubblico, dalla salute all’assistenza sociale, fino alla tutela delle persone più vulnerabili.
Nel confronto con il resto d’Italia emerge una forte concentrazione delle risorse nelle regioni del Centro-Nord. Molte regioni del Sud e delle Isole presentano importi inferiori, non tanto per una minore partecipazione dei contribuenti quanto per l’assenza di grandi enti nazionali con una capacità di raccolta paragonabile a quella delle organizzazioni con sede nel Nord Italia. Ne emerge una geografia del 5×1000 che riflette la distribuzione storica dei principali istituti di ricerca, delle fondazioni e delle organizzazioni del Terzo settore sul territorio nazionale.