L'intervista

«I miei figli non sono mai stati un problema per il lavoro»

Emily Palm, nata negli USA, è ricercatrice all’Università Milano Bicocca: «Attenzione a conciliare le necessità e il vantaggio del nido dell’Ateneo».

«I miei figli non sono mai stati un problema per il lavoro»

«Sono arrivata all’università Milano Bicocca dopo due precedenti esperienze molto diverse: prima ho studiato e completato il mio dottorato negli Stati Uniti, poi ho passato un periodo all’Università di Firenze – racconta Emily Palm, nata a Seattle nel 1982 – Non sono solo una ricercatrice ma anche una mamma di due bambini. Il fatto che Unimib gestisca e offra la possibilità ai suoi dipendenti l’accesso agevolato a un nido e una scuola materna è stato un grande aiuto per la gestione della mia famiglia e per la mia tranquillità; i miei bambini sono a pochi passi dal mio ufficio durante il giorno e partecipano a un programma ben curato che offre tanti stimoli e soggetti diversi. In questo modo non mi vedo costretta a scegliere tra famiglia e carriera».

Un racconto che parla di parità di genere e di sostegno alla genitorialità. Palm studia Fisiologia vegetale e segue diversi progetti per capire come le piante possano partecipare alla rigenerazione urbana, aumentare la biodiversità e migliorare la qualità della vita umana (si pensi alla qualità dell’aria ma anche al benessere psicofisico):

«Studio anche come le piante rispondono allo stress – spiega – imposto dal cambiamento climatico, in presenza di metalli pesanti, sale, in siti contaminati. La prima memoria di me stessa, è in giardino con i miei genitori. Non ho mai pensato di fare altro nella vita. Negli USA l’ambiente accademico era più aperto a studi multidisciplinari, in Italia si è più abituati a rimanere chiusi nel proprio specifico settore; ma questa visione sta cambiando, perché il mondo naturale non è chiuso e perché la ricerca multidisciplinare è più ricca».

In Italia, per lei, non è stato un problema coniugare carriera e vita privata:

«Prima di tutto in Italia, contrariamente all’America, esiste la maternità. Sia a Firenze dove lavoravo quando è nato il mio primo figlio, sia a Milano dove è nato il secondo, nessuno ha mai commentato la notizia come un problema – dice – ma tutti hanno cercato di organizzare al meglio il lavoro in laboratorio e nei viaggi, con una certa flessibilità. Io li porto con me sul lavoro e tutti li conoscono. Siamo stati fortunati ad avere il nido e la scuola dell’infanzia connessi all’Ateneo. Anche il progetto “Vengo anch’io” mi ha permesso di evitare complicazioni legate alla ricerca di babysitter e luoghi adatti a lasciare i bambini».

Il sistema di welfare universitario include, infatti, anche servizi per i bambini: il progetto “Vengo anch’io” vede accoglienza flessibile a ore per bambini da 0 a 6 anni, il nido e la scuola dell’infanzia di ateneo, oltre a centri estivi e tariffe agevolate.

«Mio marito – conclude Palm – è docente universitario, io ricercatrice: spero di poter rimanere in questo contesto e in questo gruppo di lavoro incredibile. Il mio sogno è diventare professoressa di Fisiologia vegetale, combinando ricerca e didattica in quanto l’energia che regala l’interazione con gli studenti, gli scambi di idee, è impagabile e crea nuove prospettive. Non vorrei dedicarmi solo alla ricerca: fondamentale il connubio con l’insegnamento».

 

Spazi e servizi per genitorialità e caregiving alla Bicocca di Milano