La denuncia della sigla sindacale Anaao Assomed per il Piemonte: i medici non possono fare carriera e diminuiscono i direttori di struttura complessa.
I medici non possono fare carriera e diminuiscono i direttori
Non solo carenza di medici. Spesso vi è una forte insoddisfazione in chi lavora, a causa dei turni stressanti certo, ma anche per una propensione a non valorizzare le competenze, con la progressione di carriera che avviene per lo più solo (e poco) perché si invecchia, e non per promozione. I direttori, poi, sono stati ridotti nei numeri. E’ quanto denuncia il sindacato Anaao Assomed Piemonte. Negli anni sono stati uniti reparti, soppresse strutture, creati posti di direzione a “scavalco” tra ospedali, in modo da ridurre drasticamente i posti (e quindi le spese) per i direttori di Struttura Complessa (ex primari) e Struttura Semplice. Secondo i dati del Conto Annuale del Tesoro, dal 2010 al 2023 (ultimi disponibili) i posti per direttore di Struttura Complessa sono diminuiti del 31%. Tagli del 50% sono stati effettuati all’Aou San Luigi, seguita dal 40% dell’Asl di Alessandria e dell’Aou Città della Salute, e a seguire dal 33% all’Asl Biella e 30% all’Asl CN1. Solo all’Asl No sono aumentati di 6 unità, pari al 31,58%.
Ci sono anche le strutture complesse soppresse
Le Strutture Complesse soppresse, inoltre, si aggiungono a quelle clinicizzate negli ultimi anni, ovvero che sono passate da una direzione ospedaliera a una Universitaria: 3 a Vercelli, 2 già attuate più altre 2 in programma a Biella, 3 ad Alessandria poi diventata Aou.
«Un direttore di SC ha un ruolo gestionale che non è né superfluo né inutile – afferma Chiara Rivetti, segretaria regionale Anaao Assomed Piemonte – Se esercita scrupolosamente il proprio compito, contribuisce al contenimento della spesa, alla buona gestione del reparto, alla riduzione delle liste d’attesa e alla motivazione dell’équipe». In questi anni sono stati drasticamente tagliati anche i ruoli di direzione di Struttura Semplice, che hanno responsabilità di gestione di risorse umane, strumentali e finanziarie. Nel 2010 erano 1.159, per scendere a 1.113 nel 2013 e crollare in 10 anni a 694, nel 2023. Un taglio in 13 anni del 40%, del 38% negli ultimi 10. L’azienda che ha subito il taglio maggiore è stata l’Aou Città della Salute con il 74%, ma anche Asl periferiche e con gravissime carenze di personale sono state vittime di tagli drastici, come VCO (48%), AL (44%) e TO4 (43%). Chi ha incrementato, come l’AO Mauriziano, partiva da numeri davvero bassissimi. «Lasciare un reparto o un servizio senza direttore (partendo dal presupposto che sia un buon direttore) forse farà risparmiare qualcosa, ma certamente non aiuta a migliorare la qualità dell’assistenza – conclude Rivetti – Il problema quindi va ben oltre il rischio di frustrare le legittime aspirazioni di carriera dei medici: è il segnale di un progressivo impoverimento del Servizio Sanitario Pubblico, che rischia di perdere competenze, motivazioni e capacità di cura».