Inchiesta sulla demografia del Nordovest

Gli studenti stranieri nelle scuole del Nordovest sono 344mila, ma 2 su 3 sono nati qui

Ma 2 su 3 sono nati qui: contando solo gli alunni che effettivamente potrebbero avere barriere linguistiche le statistiche cambiano. Ecco i dati del Nordovest.

Gli studenti stranieri nelle scuole del Nordovest sono 344mila, ma 2 su 3 sono nati qui

«Per promuovere l’integrazione degli studenti stranieri a decorrere dall’anno scolastico 2027/2028 le classi prime sono formate in modo da assicurarne un’equilibrata composizione». E’ con queste parole che inizia il comunicato del Consiglio dei ministri del 24 settembre, che ha accompagnato il licenziamento del decreto scuola che ha infiammato il dibattito pubblico della Nazione per qualche settimana. Ma ora che l’incendio della polemica si sta spegnendo cosa rimane sul tavolo? Secondo i dati elaborati da skuola.net (e senza entrare nelle polemiche) in Italia quasi 2 alunni stranieri su 3 presenti nel nostro Paese sono nati qui, con tutto ciò che ne consegue. Si tratta delle famose seconde generazioni, che parlano perfettamente la nostra lingua (discrimine per il quale si applica il limite del tetto massimo di stranieri per classe). Considerando la barriera linguistica come una forte difficoltà per l’accesso scolastico, occorre quindi contare per queste statistiche gli alunni stranieri che siano nati all’estero, e la percentuale delle classi definite «critiche» crolla drasticamente.

Gli studenti stranieri totali nelle scuole del Nordovest sono 236mila in Lombardia (+26% in 4 anni, l’aumento maggiore del Paese), in Piemonte 78mila e in Liguria 30mila.

Il caso di Pioltello

Ha fatto molto discutere negli ultimi anni il caso di una scuola della provincia di Milano: a Pioltello infatti l’istituto comprensivo Mattei – Di Vittorio ha scelto di sospendere le lezioni nell’ultimo giorno di ramadan, la festa islamica del digiuno, perché vista l’alta percentuale di alunni di quella fede religiosa le lezioni sarebbero comunque andate deserte, perché sarebbero rimasti comunque a casa per osservare la festività in famiglia. Nel 2024, a marzo, la prima decisione in questo senso del comprensivo ha suscitato un vespaio di polemiche in tutta Italia. Per la fine del ramadan la scuola milanese è rimasta chiusa anche nel 2025 e nel 2026. Quello di Pioltello è stato il primo caso del genere in Italia: dopo questa esperienza, sempre rimanendo nei territori del Nordovest, un’altra scuola lombarda ha disposto delle particolari indicazioni in concomitanza con la festa di fine ramadan, per tenere conto dell’alta rappresentatività della fede religiosa: nello specifico si invitavano gli insegnanti dell’istituto comprensivo “Soresina” di Cremona a evitare verifiche o interrogazioni nei giorni finali del digiuno, così come le gite scolastiche o altre attività che sarebbero state in contrasto con la ricorrenza. Questo è successo nel 2024, ma dopo alcuni confronti con il Ministero dell’istruzione (seguiti anche in questo caso ad accese polemiche locali e nazionali) la circolare è stata ritirata.