A oltre dieci anni dall’avvio di Garanzia Giovani, il programma europeo nato per contrastare la disoccupazione e l’inattività tra i giovani, i dati raccolti dalla Fondazione Gi Group e da Anpal restituiscono un quadro articolato ma nel complesso positivo, soprattutto nelle regioni del Nordovest. Lombardia, Piemonte e Liguria mostrano, infatti, risultati superiori alla media nazionale sia in termini di capacità di attivazione dei giovani sia di inserimento lavorativo, confermando il ruolo centrale delle politiche attive nei territori caratterizzati da un tessuto produttivo più dinamico. Dal 2014 al 2022 Garanzia Giovani ha coinvolto in Italia oltre 1,7 milioni di giovani tra i 15 e i 29 anni che non lavoravano e non erano inseriti in percorsi di istruzione o formazione. Di questi, quasi 372mila provenivano dal Nordovest, pari al 21,7% del totale nazionale. La maggior parte degli iscritti è stata successivamente presa in carico dai servizi per il lavoro attraverso percorsi personalizzati che prevedevano orientamento, formazione, tirocini, accompagnamento al lavoro e incentivi all’assunzione.
Tra le regioni del Nordovest, la Lombardia emerge come il caso di maggiore successo. Il 64,7% dei giovani iscritti è stato preso in carico entro due mesi dalla registrazione, un dato sostanzialmente in linea con la media nazionale ma accompagnato da una capacità molto più elevata di trasformare rapidamente la presa in carico in interventi concreti. Ben l’86,2% dei giovani lombardi è stato infatti avviato a una misura di politica attiva entro quattro mesi dalla firma del Patto di Servizio, il valore più alto registrato in Italia e quasi il doppio della media nazionale, ferma al 46,3%. I risultati occupazionali confermano questa performance. In Lombardia il tasso di occupazione dei partecipanti che hanno concluso una misura raggiunge il 79,3%, il dato migliore a livello nazionale davanti a Veneto e Toscana. Un risultato che evidenzia l’efficacia dell’integrazione tra servizi pubblici, agenzie private per il lavoro e sistema produttivo regionale.
Anche il Piemonte presenta indicatori positivi. Il 61,8% dei giovani è stato preso in carico entro due mesi dall’iscrizione, mentre il 48,8% è stato avviato a una misura entro quattro mesi, un dato leggermente superiore alla media nazionale. Una caratteristica distintiva del modello piemontese è il forte ricorso ai tirocini extracurriculari, che rappresentano oltre il 70% delle misure attivate. Accanto a questi, il Piemonte si distingue per un utilizzo relativamente elevato delle attività di accompagnamento al lavoro, che raggiungono l’8% degli interventi complessivi. Sul fronte degli esiti, il tasso di occupazione si attesta al 73,3%, collocando la regione tra le migliori del Paese.
Più articolata la situazione della Liguria. La regione registra un tasso di presa in carico entro due mesi del 61,8%, identico a quello piemontese, ma mostra maggiori difficoltà nella fase successiva: solo il 35,3% dei giovani viene avviato a una misura entro quattro mesi, un valore inferiore alla media nazionale. Nonostante ciò, gli esiti occupazionali restano incoraggianti, con un tasso di occupazione del 68,6%, superiore alla media italiana del 66,4%. Il dato suggerisce che, pur in presenza di tempi di attivazione più lunghi, il sistema ligure riesce comunque a favorire l’ingresso nel mercato del lavoro di una quota significativa di partecipanti. Nel complesso, l’esperienza del Nordovest conferma come l’efficacia delle politiche attive dipenda non solo dalle risorse investite, ma anche dalla capacità di costruire reti territoriali efficienti e servizi capaci di accompagnare rapidamente i giovani verso opportunità concrete. La Lombardia rappresenta oggi il benchmark nazionale, mentre Piemonte e Liguria dimostrano che, pur con modelli differenti, le politiche attive possono contribuire in modo significativo a ridurre la distanza tra giovani e mercato del lavoro. In vista dell’attuazione del programma Gol e delle nuove misure finanziate dal Pnrr, queste esperienze territoriali offrono indicazioni preziose per rafforzare ulteriormente gli strumenti di inclusione e occupabilità delle nuove generazioni.