Dalla lotta ai cambiamenti climatici alla valorizzazione del patrimonio storico culturale, dal contrasto alla povertà all’housing sociale, passando per il sostegno alla ricerca scientifica e il supporto alle organizzazioni non profit. Questi alcuni dei principali filoni di azione della Fondazione Cariplo, che nel 2025 ha finanziato 1.265 i progetti erogando 187,2 milioni di euro, quasi 23 milioni in più rispetto al 2024. Numeri del bilancio d’esercizio 2025 approvato all’unanimità dalla Commissione Centrale di Beneficenza, organo di indirizzo di Fondazione Cariplo.
L’attività si è sviluppata sempre più per linee di mandato trasversali a cui le tradizionali aree di intervento (Ambiente, Arte e Cultura, Ricerca Scientifica e Servizi alla Persona) hanno portato il loro contributo.
Alla prima linea di mandato “Creare valore condiviso” la Fondazione ha destinato 68,8 milioni di euro, sostenendo 567 progetti; tra questi quelli destinati a strategie contro i cambiamenti climatici e per territori sicuri e a progetti in ambito culturale. Alla seconda linea di mandato, “Ridurre le disuguaglianze“, Fondazione Cariplo ha destinato invece 27,9 milioni di euro per 244 progetti su housing sociale, benessere psicologico dei minori e attività di contrasto alle varie forme di povertà. Sono 51, invece, i progetti sostenuti con la terza linea di mandato, “Allargare i confini“, cui la Fondazione ha destinato 18,6 milioni di euro: si passa dalla ricerca sulle malattie rare al sostegno alla cooperazione internazionale. Infine, la quarta linea di mandato, “Creare le condizioni abilitanti“, ha sostenuto 172 progetti con 22,4 milioni di euro.
«Abbiamo di fronte problemi sempre più grandi e complessi, ma abbiamo anche la consapevolezza di poter contare su una rete di organizzazioni e di istituzioni che hanno a cuore il bene delle persone, soprattutto di quelle più fragili – ha commentato il presidente di Fondazione Cariplo, Giovanni Azzone (nella foto) – Il 2025 è stato un altro anno impegnativo nel contrasto alle disuguaglianze crescenti. Il risultato dell’attività è ragguardevole, ma sappiamo che dobbiamo e vogliamo fare di più. Non si può rimanere a guardare davanti a ciò che sta succedendo».