Il Consiglio dei Ministri ha dunque approvato a gennaio 2026 un disegno di legge quadro per il riconoscimento e la tutela del caregiver familiare e ha introdotto un contributo economico esentasse che richiede però requisiti precisi: a partire dal 2027 si possono ottenere fino a 400 euro mensili (cifra erogata trimestralmente) se si assistono con continuità (minimo 91 ore settimanali) familiari disabili gravi, se si ha un Isee entro 15mila euro e un reddito non superiore a 3mila euro. In tutti gli altri casi non sono previsti contributi economici.
«Dal 2013 al 2025 sul tema si sono susseguite 30 proposte di legge ma nessuna è arrivata all’approvazione finale o per mancanza di copertura economica o perché non era stata individuata la platea dei beneficiari» spiegano dal Ministero.
Questo disegno di legge introduce un sistema di tutele differenziate, graduate in base all’impegno di cura e alla convivenza: più di 91 ore settimanali di un convivente che assiste una persona non autosufficiente (unico caso in cui si ha diritto al contributo economico), un convivente con un carico assistenziale da 30 a 90 ore settimanali, un convivente con un carico tra le 10 e le 29 ore settimanali e un non convivente con un carico superiore o uguale a 30 ore.
I caregiver familiari potranno richiedere che il progetto di vita o Pai (Piano Assistenziale Individualizzato) includa una sostituzione entro 24h in emergenze, supporto psicologico, visite e teleconsulti medici, accesso prioritario a interventi sanitari e program mazione tempestiva degli interventi; accedere ai dati sanitari della persona assistita con consenso; vedere riconosciute le competenze acquisite nella cura per la qualifica di operatore socio-sanitario o di altre figure professionali dell’area sociosanitaria, certificabili dagli organismi competenti e dalle normative regionali di riferimento, per favorire il reinserimento lavorativo; modificare l’orario di lavoro e utilizzare il lavoro agile; ricevere ferie e permessi solidali dai colleghi dipendenti dello stesso datore di lavoro; azionare la tutela antidiscriminatoria per condotte discriminatorie subite.
I giovani caregiver possono richiedere la compatibilità dell’orario di servizio civile con l’attività di cura, essere esonerati dal pagamento delle tasse universitarie, vedere riconosciuta l’esperienza di cura come credito formativo e nei percorsi di formazione scuola-lavoro.
Il disegno di legge di bilancio per il 2026-2028 stanzia 257 milioni di euro annui da ripartire tra gli aventi diritto; le risorse per il 2026 (pari a 1,15 milioni di euro) sono indispensabili per costruire la piattaforma Inps e partire, nel 2027, con l’erogazione del contributo.
Il Ddl deve ora essere discusso e approvato dal Parlamento, un processo che richiederà mesi e potrebbe vedere modifiche e ampliamenti del testo prima di diventare legge. L’obiettivo auspicato da molte associazioni civiche e sanitarie è che il testo venga reso più inclusivo, estendendo tutele anche a caregiver non conviventi e introducendo misure di supporto psicologico, formazione e congedi di cura più ampi.
L'inchiesta sui caregiver nel Nordovest
Fino a 400 euro al mese per chi assiste un familiare almeno 91 ore a settimana
La nuova legge approvata dal Consiglio dei Ministri.