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Emergenze, il Piemonte si è dotato di una legge per dare risposte più rapide

L’assessore: «Sostenere con tempestività le comunità colpite».

Emergenze, il Piemonte si è dotato  di una legge per dare risposte più rapide

Il Piemonte si dota di uno strumento normativo aggiornato per affrontare emergenze e calamità naturali sempre più frequenti e intense. Il Consiglio regionale ha approvato il disegno di legge che disciplina la dichiarazione e la gestione dello stato di emergenza di rilievo regionale, introducendo procedure più snelle e una maggiore autonomia d’intervento.

«Gestire oggi le emergenze significa confrontarsi con eventi profondamente diversi rispetto al passato. Il cambiamento climatico sta aumentando frequenza e intensità dei fenomeni atmosferici estremi e delle calamità naturali. Era quindi necessario dotare il Piemonte di una normativa moderna, in grado di garantire risposte rapide ed efficaci ai territori», ha dichiarato l’assessore regionale alla Protezione civile, Marco Gabusi.

Tra le principali novità del provvedimento vi è la possibilità per la Regione di dichiarare autonomamente lo stato di emergenza regionale quando eventi calamitosi, per natura, intensità o estensione, non possano essere affrontati con gli strumenti ordinari. Una misura che, secondo Gabusi, consentirà di accelerare gli interventi, rafforzare il coordinamento e sostenere con maggiore tempestività le comunità colpite. La legge recepisce le indicazioni contenute nel Codice nazionale della Protezione civile e aggiorna un impianto normativo risalente al 1978. Il nuovo quadro regolatorio definisce in modo puntuale procedure, tempi e strumenti per la gestione delle emergenze, attribuendo alla Giunta regionale e al presidente della Regione la facoltà di adottare misure straordinarie e ordinanze di protezione civile per la tutela della pubblica incolumità. Il testo stabilisce inoltre che lo stato di emergenza possa durare fino a dodici mesi, con la possibilità di una proroga di ulteriori dodici. Fin dalla dichiarazione dovranno essere individuati l’ambito territoriale interessato, le prime misure urgenti da adottare e la struttura regionale incaricata del coordinamento.

«L’obiettivo è rendere la macchina regionale ancora più efficace nelle situazioni straordinarie. Quando un territorio viene colpito da un evento critico occorre intervenire immediatamente, senza rallentamenti burocratici, per garantire la sicurezza di cittadini, infrastrutture e comunità», ha concluso Gabusi. «Rafforzare il sistema di Protezione civile significa assicurare ai piemontesi risposte più veloci, coordinate ed efficienti».