Relazione al Parlamento

Droga: un adolescente su 4 l’ha provata almeno una volta

Cresce l’allerta, si rafforzano le reti regionali contro le sostanze e i rischi digitali.

Droga: un adolescente su 4 l’ha provata almeno una volta

Immagine di apertura realizzata con Intelligenza artificiale.

L’aumento del consumo di sostanze tra gli adolescenti, la diffusione di droghe sempre più potenti e l’emergere di nuove forme di dipendenza legate al digitale rappresentano una sfida crescente anche per Lombardia, Piemonte e Liguria. La Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia 2026 delinea un quadro complesso che coinvolge l’intero Paese, ma che chiama in causa in modo particolare le regioni del Nordovest, dove si concentra una parte significativa della popolazione, dei servizi sanitari e delle attività di prevenzione.

Nel 2025 quasi 350mila studenti minorenni italiani hanno dichiarato di aver consumato almeno una sostanza illegale nell’ultimo anno, pari al 23% della popolazione scolastica under 18, in crescita rispetto al 20% registrato nel 2024. Un dato che conferma l’inversione di tendenza osservata dopo gli anni della pandemia e che impone un rafforzamento delle strategie di prevenzione. La cannabis resta la sostanza più diffusa, ma si registra una ripresa dei consumi di cocaina, stimolanti, allucinogeni, ketamina e oppioidi sintetici.

Particolarmente preoccupante è il ruolo della cocaina, oggi considerata una delle principali emergenze sanitarie. La sostanza è responsabile del 33% dei decessi droga-correlati accertati e del 32% dei ricoveri ospedalieri associati all’uso di stupefacenti. Le analisi delle acque reflue urbane confermano inoltre livelli di consumo elevati e diffusi sul territorio nazionale, mentre il monitoraggio del particolato atmosferico Pm10 ha individuato la cocaina come la sostanza psicotropa più frequentemente presente nell’aerosol urbano.

La Relazione evidenzia poi come le dipendenze non riguardino più soltanto le droghe. Tra gli studenti più giovani, tra gli 11 e i 13 anni, oltre 111 mila ragazzi risultano a rischio di internet gaming disorder, mentre circa 87mila sono coinvolti in forme di gioco d’azzardo problematico. Sebbene alcuni indicatori mostrino segnali di miglioramento rispetto agli anni precedenti, il fenomeno continua a richiedere un’azione coordinata tra scuola, famiglie e servizi territoriali. A sostenere questa risposta è una rete sempre più articolata. Nel 2025 i Servizi per le Dipendenze hanno preso in carico oltre 131 mila persone in tutta Italia, con un incremento del 3,5% rispetto all’anno precedente, mentre sono aumentati anche i progetti di prevenzione nelle scuole e sul territorio. Una crescita che coinvolge direttamente Lombardia, Piemonte e Liguria, chiamate a svolgere un ruolo centrale nella sperimentazione di nuovi modelli di intervento.

Tra prevenzione, cura e nuove sfide

Se la Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze 2026 fotografa una crescita dei consumi di sostanze tra i giovani a livello nazionale, Lombardia, Piemonte e Liguria rappresentano uno dei principali laboratori italiani per la prevenzione e la presa in carico delle persone con problemi di dipendenza. Le tre regioni concentrano una quota significativa della popolazione italiana e dispongono di una rete capillare di Servizi per le Dipendenze (SerD), comunità terapeutiche, associazioni del Terzo Settore e progetti educativi rivolti alle scuole. La Lombardia ha avviato un percorso di riorganizzazione dell’offerta dedicata alle dipendenze attraverso il nuovo Piano regionale 2025-2027. L’obiettivo è rafforzare l’integrazione tra servizi sanitari, strutture residenziali e interventi territoriali, migliorando la capacità di intercettare precocemente situazioni di disagio, soprattutto tra adolescenti e giovani adulti.

In Piemonte assume un ruolo centrale il monitoraggio epidemiologico: vengono raccolti e analizzati dati sui consumi e sugli accessi ai servizi, strumenti fondamentali per comprendere l’evoluzione del fenomeno e programmare interventi mirati nei diversi territori provinciali. L’Osservatorio ha ampliato nel 2026 gli strumenti di analisi, introducendo nuovi indicatori sulla prevalenza dei consumi e dei comportamenti a rischio, con dati articolati per Asl e territori locali. Un approccio che punta a individuare tempestivamente le nuove tendenze e a programmare interventi sempre più mirati.

Anche la Liguria continua a investire nelle attività di prevenzione: alla regione sono stati assegnati oltre 7 milioni di euro per il nuovo ciclo di interventi, che si aggiungono agli investimenti effettuati negli ultimi anni per affrontare sia le dipendenze da sostanze sia quelle comportamentali, come il gioco d’azzardo patologico.

Le tre regioni condividono inoltre una sfida comune: affrontare le nuove forme di dipendenza che non riguardano esclusivamente le sostanze. La Relazione evidenzia infatti come tra gli adolescenti continuino a essere diffusi comportamenti a rischio legati all’uso eccessivo delle tecnologie digitali, al gaming e al gioco d’azzardo. Fenomeni che richiedono interventi educativi e preventivi sempre più precoci, capaci di coinvolgere famiglie, scuole e comunità locali. In questo scenario il Nordovest si conferma un osservatorio privilegiato per comprendere le trasformazioni delle dipendenze in Italia. L’aumento dei consumi registrato tra i giovani rende necessario consolidare ulteriormente la collaborazione tra sanità, istituzioni e Terzo Settore, puntando su prevenzione, informazione e presa in carico tempestiva per contenere un fenomeno in continua evoluzione.