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Dottor Genoni: «Cuore, prostata e desiderio si possono curare»

Questa settimana interviene il dottor Roberto Genoni, sessuologo clinico e medico di famiglia.

Dottor Genoni: «Cuore, prostata e desiderio si possono curare»

La sessualità dopo i 50 anni non dovrebbe essere considerata un capitolo chiuso, ma una dimensione della salute che può restare viva e soddisfacente anche con l’avanzare dell’età, purché si impari a leggere correttamente i segnali del corpo e a intervenire per tempo. È questo, in sintesi, il messaggio del dottor Roberto Genoni, medico di famiglia e sessuologo clinico, secondo il quale molti disturbi che compaiono nella seconda parte della vita non andrebbero vissuti con rassegnazione, ma affrontati come campanelli d’allarme utili a prevenire problemi più importanti.
Dal punto di vista maschile, uno dei temi centrali sarebbe quello della disfunzione erettile, che non andrebbe interpretata soltanto come un problema intimo, ma in diversi casi come un possibile segnale vascolare. Il medico spiega, infatti, che le arterie del pene, essendo di calibro più piccolo rispetto ad altre, potrebbero mostrare per prime i segni dell’aterosclerosi. Per questo, un’erezione più debole o incostante, soprattutto in un uomo con colesterolo alto, pressione non controllata, glicemia alterata, fumo, sedentarietà o sovrappeso, meriterebbe un approfondimento clinico. La soluzione, in questi casi, non starebbe nel rincorrere rimedi improvvisati, ma nel correggere i fattori di rischio: alimentazione più attenta, attività fisica quotidiana, controllo del peso, sospensione del fumo, monitoraggio di pressione, glicemia e profilo lipidico, oltre agli esami indicati dal medico.
Un altro nodo importante sarebbe rappresentato dalla prostata. Con l’età, l’ipertrofia prostatica benigna e le prostatiti potrebbero compromettere non solo la minzione, ma anche la qualità dell’erezione. Getto urinario debole, bisogno frequente di urinare, sgocciolamento o erezioni “ballerine” sarebbero sintomi da non sottovalutare. In questi casi il dottor Genoni suggerisce controlli mirati, come visita urologica, ecografia prostatica ed eventuali esami colturali sul liquido seminale, per distinguere un’infiammazione da un ingrossamento cronico della ghiandola. Le possibili soluzioni, spiega, andrebbero dagli antibiotici mirati nelle forme infettive fino a terapie e integratori ad azione antinfiammatoria, sempre però sotto controllo medico. Accanto alle cure, il medico osserva che in alcuni uomini potrebbe essere utile anche un supporto integrativo mirato, purché scelto con attenzione e non in modo fai-da-te. Le sostanze più spesso considerate, spiega, sono alcuni estratti vegetali utilizzati per sostenere desiderio, energia e risposta sessuale, come il ginseng rosso, la maca e il ginkgo biloba. In presenza di disturbi prostatici, invece, potrebbe trovare spazio anche la serenoa, usata soprattutto per la sua azione di supporto sul trofismo e sull’infiammazione della ghiandola. Questi prodotti, però, non andrebbero considerati scorciatoie né sostituti di una diagnosi corretta. Il dottor Genoni sottolinea, infatti, che alcune sostanze naturali possono avere effetti sul battito cardiaco, sulla pressione o interagire con terapie già in corso. Per questo l’integrazione, per essere davvero utile, dovrebbe essere valutata caso per caso, scegliendo prodotti sicuri, controllati e adatti al quadro clinico del paziente.
Anche per la donna il problema più frequente dopo i 50 anni sarebbe concreto e curabile. La secchezza vaginale legata alla menopausa, ma talvolta presente anche in età più giovane, non andrebbe considerata un destino inevitabile. Il rimedio, secondo il medico, starebbe nell’affrontarla precocemente con una valutazione ginecologica, prodotti lubrificanti o idratanti adeguati e, quando indicato, terapie locali utili a migliorare comfort e qualità dei rapporti. Sul fronte del desiderio, il dottore osserva che non tutto dipenderebbe dagli ormoni, ma che prima di attribuire ogni calo della libido all’età sarebbe opportuno eseguire controlli mirati, compresi quelli ormonali. In alcuni casi, andrebbero valutati testosterone e prolattina, perché anche stress, alterazioni endocrine o altre condizioni cliniche potrebbero incidere sulla sessualità.