Il Nordovest si conferma l’area in cui si concentra la più forte spinta all’innovazione.
Domande di brevetti nel Nordovest si conferma la più forte spinta all’innovazione
Sebbene le domande italiane di brevetto europeo nel 2024 siano 157 in meno, queste regioni vantano comunque 1.885 domande pubblicate, pari al 41% del totale nazionale. A seguire il Nordest, con 1.771 (+11), pari al 38%. In crescita la capacità di brevettazione del Centro che con 695 domande (+31) rappresenta il 15% del totale, mentre si riduce quella del Mezzogiorno: 263 brevetti, -52 rispetto al 2023. A livello regionale, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Piemonte e Toscana, prime in classifica per numero di domande pubblicate presso l’Epo, assommano quasi l’80% delle domande in Europa. Rispetto allo scorso anno, invece, i saldi più consistenti si registrano in Emilia-Romagna (+62), Toscana (+39), Sardegna (+11), Lazio (+8) e Basilicata (+7). Sono 45 le province che registrano una crescita delle domande di brevetto nel 2024: dopo Bologna e Modena, nelle prime cinque posizioni si incontrano Firenze, Bergamo e Pavia; a seguire Pisa, Trento e Cremona. In calo, invece, la capacità brevettuale soprattutto di Monza e Brianza e Chieti, mentre continua anche quest’anno il rallentamento della vera capitale dei brevetti italiani in Europa: Milano, che registra comunque il numero più elevato di invenzioni del Paese (670), con un calo di 28 domande rispetto al 2023.
I dati emergono dalle elaborazioni di Unioncamere e Dintec che mostrano come il 2024 non sia stato un anno particolarmente brillante per l’innovazione italiana in Europa: 4.612 le domande italiane di brevetto all’Epo, 168 in meno del 2023 (-3,5%), ma comunque un quarto in più di 10 anni fa.
«L’innovazione resta un fattore cardine per la competitività delle imprese – sottolinea il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli – Il rallentamento della capacità brevettuale delle imprese italiane, registrato nel 2024, è probabilmente frutto delle molte incertezze del contesto internazionale. L’Italia è ancora indietro rispetto ad altri Paesi europei nella ricerca di brevetti industriali. Certo sarebbe assai utile individuare le modalità per favorire quanto più possibile l’incrocio tra impresa e ricerca».
Nel 2024 le domande italiane di brevetto in Europa si sono mosse in direzioni diverse a seconda dei settori. La produzione e i trasporti restano il motore principale con 1.485 domande, in lieve aumento rispetto al 2023 (+8). Segue il settore delle “Necessità umane” con 1.021 brevetti, in calo di 19 unità. In crescita la chimica e metallurgia (+5, per un totale di 432), così come i prodotti tessili e carta, che passano da 74 a 83. Segnali negativi arrivano invece dalle costruzioni fisse (-19), dalla meccanica e illuminazione (-36) e soprattutto dai comparti ad alta intensità tecnologica: fisica (-69) ed elettricità (-46), che insieme perdono oltre 100 domande rispetto al 2023. I dati confermano una tendenza alla stabilità nei settori tradizionali e una contrazione nelle aree più avanzate, indicando la necessità di rafforzare gli investimenti in innovazione high-tech. l comparto delle Advanced Manufacturing Technologies si conferma leader assoluto con 710 domande, stabile rispetto al 2023. Crescono le tecnologie fotoniche (+1, a quota 35) e gli Advanced Materials, che passano da 65 a 70 mentre Industrial Biotechnology scende da 76 a 60 (-16), le Micro e Nanoelettroniche passano da 53 a 17; in calo anche la Nanotecnologia (-2). Nel 2024 il settore delle energie alternative mantiene i livelli del 2023 (84 domande). In lieve flessione il comparto trasporti (-2) con 50 domande, mentre si riduce sensibilmente l’immagazzinamento di energia (-16), che si assesta a 52 domande pubblicate. Deciso arretramento anche per la gestione dei rifiuti (-16 e 78 domande pubblicate), mentre crescono le soluzioni per agricoltura (+1) e la produzione di energia nucleare (+2), pur restando marginali con rispettivamente 3 e 4 invenzioni pubblicate. In calo gli aspetti connessi con gestione, design e regolamentazione (-9).