Stati generali

Disturbi legati all’alimentazione: il Piemonte vara un piano regionale

L'obiettivo è creare una rete di prevenzione e cura.

Disturbi legati all’alimentazione: il Piemonte vara un piano regionale

Immagine di apertura realizzata con Intelligenza artificiale. 

Costruire una risposta più efficace, coordinata e vicina ai bisogni delle persone che convivono con un disturbo della nutrizione e dell’alimentazione. E’ questo l’obiettivo degli «Stati Generali dei Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione», il percorso promosso per rafforzare la rete piemontese dedicata alla prevenzione, alla diagnosi e alla cura di patologie sempre più diffuse e complesse, presentato oggi nel corso di un webinar che segna l’avvio dell’iniziativa. Il progetto nasce dalla consapevolezza che i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DNA) richiedono un approccio multidisciplinare capace di integrare competenze mediche, psichiatriche, psicologiche e nutrizionali, garantendo al tempo stesso la continuità assistenziale nel delicato passaggio dall’età evolutiva all’età adulta.

Un fenomeno in crescita

I numeri confermano la rilevanza del problema. In Italia oltre 3 milioni di persone convivono con un disturbo alimentare, una realtà che continua a crescere e che colpisce in particolare adolescenti e giovani adulti. In Piemonte sono circa 28mila i pazienti presi in carico dai servizi sanitari regionali, un dato che evidenzia la necessità di rafforzare ulteriormente la rete assistenziale e di rendere sempre più omogenei i percorsi di cura sul territorio. Per rispondere a questa esigenza, la Regione Piemonte ha destinato nuove risorse al potenziamento dei servizi dedicati, al sostegno delle famiglie e alle attività delle associazioni impegnate nel settore.

«Oggi siamo in una fase di stabilizzazione dei numeri, ma non di riduzione del fenomeno – spiega Andrea Pezzana, direttore della Struttura complessa di Nutrizione clinica dell’Asl Città di Torino – I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione sono patologie che richiedono prese in carico lunghe e l’impatto della crescita registrata durante la pandemia è ancora pienamente in corso». Secondo Pezzana, è fondamentale mantenere alta l’attenzione. «Non bisogna abbassare la guardia: i disturbi alimentari sono in aumento in tutte le fasce di età e in tutti i contesti sociali. Sempre più spesso si presentano con caratteristiche nuove e più complesse, associate ad autolesionismo, dipendenze e fragilità psicologiche, sociali o socio-economiche, richiedendo percorsi di cura altamente personalizzati e multidisciplinari».

Verso una rete regionale più uniforme

Gli Stati Generali rappresentano un ulteriore passo avanti nel percorso intrapreso dalla Regione negli ultimi anni. «Nascono per dare ancora più visibilità ai percorsi realizzati in questi quattro anni, migliorando e rendendo il più omogenea possibile a livello regionale l’accoglienza e la presa in carico dei pazienti – sottolinea Pezzana – e per informare i cittadini sulle modalità di accesso ai servizi, valorizzando al contempo l’impegno dei professionisti che ogni giorno operano nella rete». Il direttore evidenzia inoltre il ruolo svolto dalle istituzioni sanitarie regionali: «Desidero sottolineare il lavoro di tutti i professionisti e la grande azione congiunta dell’assessorato regionale, di Azienda Zero e delle Direzioni delle aziende sanitarie che sostengono e rendono possibili questi percorsi di cura».

Un modello organizzativo accessibile e condiviso

La sfida è ambiziosa: garantire a ogni persona un accesso tempestivo alle cure, percorsi assistenziali omogenei su tutto il territorio e una presa in carico integrata, capace di mettere al centro non solo il paziente, ma anche la qualità della vita della sua famiglia.