Il caso

Difensore civico della Regione Piemonte, +25% di richieste, soprattutto per la sanità

«Anche nel corso del 2025 – ha spiegato il difensore civico della Regione Piemonte, Paola Baldovino - le segnalazioni più numerose hanno interessato l'area sanitaria e sociosanitaria come già nel 2024: le difficoltà delle persone nel prenotare visite, esami e interventi nel rispetto dei codici di priorità indicati nelle prescrizioni; situazioni queste che mettono a rischio l'accesso e la continuità alle cure».

Difensore civico della Regione Piemonte, +25% di richieste, soprattutto per la sanità

Nel corso del 2025 si è registrato un sensibile incremento delle richieste di intervento rivolte al Difensore civico della Regione Piemonte: 776 fascicoli contro 587 del 2024.

«Anche nel corso del 2025 – ha spiegato il difensore civico della Regione Piemonte, Paola Baldovino – le segnalazioni più numerose hanno interessato l’area sanitaria e sociosanitaria come già nel 2024: le difficoltà delle persone nel prenotare visite, esami e interventi nel rispetto dei codici di priorità indicati nelle prescrizioni; situazioni queste che mettono a rischio l’accesso e la continuità alle cure», infatti, il Difensore civico ha sottolineato la necessità di «rendere operativo al più presto il nuovo Cup regionale e di informare il cittadino che spesso non è a conoscenza del cosiddetto percorso di tutela».

Sul totale di 776 fascicoli, il 60% (462) sono aperti sui Servizi alla persona (prevalentemente sanità, disabilità, pensioni). Sono 307 le richieste telefoniche gestite direttamente da operatori e 4746 visualizzazioni della pagina web dedicata. 374 le segnalazioni in materia di sanità e salute soprattutto per le difficoltà di prenotazione e sui tempi d’attesa. 11 sono i fascicoli sulla disabilità e 9 in materia di scuola e istruzione mentre sono 36, su pensioni e Inail. In materia di tutela dei diritti fondamentali ci sono 32 fascicolo, comprendenti anche il tema dell’accesso a strutture psichiatriche. Il 62,8% delle segnalazioni proviene da Torino, il 51,3% degli interventi sono diretti a Asl/Ospedali e il 22% a Enti locali.