Nell’ambito delle cure essenziali fornite dalle strutture sanitarie, tra le regioni ci sono forti discrepanze, con differenze anche di 40 punti di divario tra i vari territori.
Cure essenziali nelle strutture sanitarie i livelli di assistenza sono rispettati solo in Piemonte, nel Nordovest
A dirlo è un focus realizzato dalla Fondazione Gimbe che aggrega i dati pubblicati dal ministero della Salute. Secondo la ricerca della fondazione bolognese, sarebbero 8 – nel 2023, annualità più recente in cui sono disponibili rilevazioni – le regioni che non raggiungono i livelli essenziali di assistenza previsti dal nuovo sistema di garanzia applicato dal dicastero retto da Orazio Schillaci, fermandosi, nei livelli di valutazione, al di sotto della sufficienza di 60 centesimi in almeno una delle tre macroaree della prevenzione, distrettuale e ospedaliera.
«Sommando i punteggi ottenuti nelle tre macro-aree – specificano dalla fondazione – a fronte di un punteggio medio di 226 punti su 300, esistono divari molto marcati: Veneto e Toscana superano i 280 punti, mentre altre Regioni non raggiungono i 200 punti, in particolare nel Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Molise, Sicilia) e in Valle d’Aosta. Infine, in ciascuna macro-area, il divario tra le Regioni con le migliori performance e quelle in maggiore difficoltà supera i 40 punti, arrivando in alcune aree a scarti ancora maggiori, con criticità soprattutto sull’assistenza territoriale e sulla prevenzione, concentrate soprattutto al Sud». La misura, stando a una riflessione condotta dal presidente della fondazione, sarebbe pure sottostimata: ««Tenendo conto che il nuovo sistema di garanzia fornisce solo un quadro generale sull’adempimento dei LEA – ha evidenziato Nino Cartabellotta – ma non misura l’effettiva qualità dell’assistenza erogata né tantomeno l’effettiva esigibilità del diritto costituzionale alla tutela della salute, l’entità delle diseguaglianze regionali e territoriali è largamente sottostimata».
Nei territori del Nordovest i livelli sono comunque buoni
Scendendo alla concretezza dei dati, la ricerca di Gimbe mette in fila le regioni con il criterio dei punteggi ottenuti nelle varie macro-aree: i territori del Nordovest sono in linea generale su buoni livelli, anche se ci sono delle aree dove la situazione potrebbe decisamente essere migliore, come la prevenzione in Liguria. Ad avere la situazione più critica è la Valle d’Aosta.
La sommatoria del punteggio sulle tre aree invece vede primeggiare il Veneto con 288 punti (su un massimo di 300, ndr), seguito da Toscana, Emilia Romagna e Provincia autonoma di Trento. Nell’area del primo quartile, quello con i migliori risultati, spicca il Piemonte con 270 punti. La Lombardia è nel secondo quartile con un totale di 257 punti, mentre la Liguria, con un punteggio di 219 su 300, sarebbe la prima delle regioni inadempienti secondo il nuovo sistema di garanzia stabilito dal ministero. Su questo argomento il presidente di Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta ha tenuto un’audizione al Senato, per criticare l’adozione dell’autonomia differenziata: aumentando ancora di più la responsabilità delle regioni per la gestione del sistema sanitario queste discrepanze, secondo gli osservatori di Gimbe, sono destinate ad aumentare ulteriormente.