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Crescono i senza fissa dimora nelle città del Nordovest

Nel Nordovest prima è Milano poi viene Torino.

Crescono i senza fissa dimora nelle città del Nordovest

Sono 10.037 le persone senza fissa dimora rilevate da Istat (al 26 gennaio 2026) nei 14 Comuni centro di area metropolitana.

Di queste, 5.563 (55,4%) erano ospitate nelle strutture di accoglienza notturna. Nel complesso, i posti letto disponibili (pari a 6.678) sono inferiori, quindi, alla “richiesta”. Roma presenta il valore assoluto più elevato (2.621 persone, di cui 1.299 in strada), seguita da Milano (1.641, di cui 601 in strada), Torino (1.036, di cui 372 in strada) e Napoli (1.029, di cui 566 in strada). I numeri più bassi sono al Sud: Reggio Calabria registra la minore presenza di persone senza dimora (31 persone, 14 in strada); seguono Messina (129 persone, 25 in strada) e Catania (218 persone, 78 in strada). Roma accoglie, quindi, oltre un quarto del totale delle persone senza dimora conteggiate (26,1%); seguono Milano (16,4%), Torino (10,3) come Napoli. Se complessivamente le persone senza dimora conteggiate in strada rappresentano il 44,6% del totale, nelle quattro città delle Isole la quota risulta inferiore, raggiungendo il valore minimo a Messina (19,%); le quote più elevate si osservano invece a Genova (65,9%), a Firenze (59%) e a Napoli (55%).

Durante il conteggio di chi stazionava per strada, nella maggior parte dei casi, le persone intercettate dormivano, apparivano addormentate o, se sveglie, non hanno interagito oppure hanno mostrato scarsa lucidità (dovuta, a esempio, a malessere fisico o ad alterazione); solo il 16,7% ha cercato un’interazione mostrando anche lucidità.

Trattandosi di un conteggio basato sull’osservazione diretta in contesti e condizioni particolari, le caratteristiche individuali, come il genere, la fascia di età o la nazionalità, non sempre sono state individuate. I dati raccolti su questi aspetti, quindi, non sono completi. La quota di persone per cui non è stato possibile identificare il sesso è risultata particolarmente elevata a Firenze (33,3%), Roma (33,1%) e Genova (28,6%). Sui casi identificati, la quota femminile più alta si registra a Venezia (25%), Napoli (16%) e Bologna (14,8%), mentre in altre città, Catania (5,3%), Milano (6%) e Firenze (8,1%), la presenza femminile è molto ridotta.

Le donne rappresentano dunque una minoranza: in struttura risultano essere 1.189 (21,4%); in strada circa il 12%. Nelle strutture le persone di nazionalità straniera sono oltre i due terzi del totale (3.838 contro 1.725 di nazionalità italiana).

I giovani (tra i 18 e i 30 anni) rappresentano il 15,3 per cento (851 persone) degli ospiti delle strutture, le persone tra i 31 ai 60 anni il 61,3% (3.413), mentre gli ultrasessantenni il 23,4% (1.299). Tra i conteggiati in strada, la quota di chi ha oltre 60 anni è significativamente più bassa, pari al 10,6% dei casi con età rilevata, a vantaggio di una maggiore concentrazione nella fascia d’età compresa tra i 31 e i 60 anni (73,2%).

«Le persone senza dimora conteggiate corrispondono a circa lo 0,11% della popolazione residente dei Comuni considerati – si legge nel rapporto dlel’Istat – . Va tuttavia precisato che il collettivo dei senza dimora include anche individui non iscritti in anagrafe o residenti in Comuni diversi da quelli dove si trovano a gravitare».