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Crescono i posti negli asili nido ma rimangono le liste d’attesa

Per quanto riguarda la percentuale dei Comuni coperti da servizi per la prima infanzia, in Italia la media è del 69,2%, nel Nordovest il 68,7% (ma il Nordest arriva al 90,9%) con il traino della Lombardia all’81,1%, seguita dal Piemonte con il 54% e dalla Liguria con il 53%.

Crescono i posti negli asili nido ma rimangono le liste d’attesa

Si riduce il divario tra numero di bambini e posti disponibili nei nidi di infanzia: è quello che emerge dal report Istat con i dati riferiti all’anno educativo 2023-2024.

Asili nido in Italia, crescono i posti disponibili ma restano le liste d’attesa

In Italia, risultano attivi 14.570 nidi e servizi integrativi per la prima infanzia, per un totale di quasi 378.500 posti autorizzati (+3,4% rispetto all’anno precedente). L’incremento è trainato dal settore privato, che assorbe il 78,4% dei circa 12.500 posti aggiuntivi rispetto all’anno educativo precedente (solo il 21,6% dei nuovi posti riguarda servizi a titolarità comunale). Sostanziale stabilità per i servizi integrativi per la prima infanzia, i quali rappresentano il 6,4% dell’offerta: l’aumento si concentra infatti sui tradizionali asili nido (oggi nidi d’infanzia), che comprendono l’80,2% dei posti disponibili, e sulle sezioni primavera, la cui quota cresce dal 12,6% al 13,4% della dotazione complessiva. In media, quindi, ci sono 31,6 posti ogni 100 bambini, ma si tratta di un valore che non permette il raggiungimento del target europeo sul tasso di frequenza fissato per il 2010 pari al 33% e rende ancora lontano quello per il 2030 del 45%.

Il Pnrr non azzera le differenze territoriali

Le differenze territoriali permangono, nonostante la spinta positiva arrivata con il Pnrr: il Mezzogiorno è ancora lontano dal Centro-Nord anche se in miglioramento, l’Italia centrale presenta la media più alta di tasso di copertura (40,4%), con un picco del 48,4% in Umbria, seguono il Nordest (39,1%) e Nordovest (36,6%); Sud e Isole si attestano attorno al 19%. Anche la tipologia di comune incide in modo significativo sulla disponibilità dei servizi: nei capoluoghi di provincia si registrano in media 39,8 posti ogni 100 bambini, mentre nei Comuni non capoluogo la media scende a 28,2: una differenza di 11,6 punti percentuali. I Comuni capoluogo del Nordest e del Centro hanno ampiamente superato l’obiettivo europeo fissato per il 2030 (45%); quelli del Nordovest sono di poco al di sotto cioè al 44,8% mentre nei comuni non capoluogo si fermano al 33,5%. Nonostante il calo demografico, cresce la domanda di asili nido e aumentano le liste d’attesa: le domande insoddisfatte superano il 10% in quasi il 70% dei casi e superano il 25% nel 22,9% dei casi; come naturale, nel Mezzogiorno, dove l’offerta è storicamente più carente, si segnalano con maggiore frequenza liste d’attesa più lunghe: nel 28,9% dei casi rimane inevaso oltre un quarto delle domande, contro il 19,9% al Centro e il 21,3% al Nord.

Quasi il 70% del totale i Comuni con servizi per la prima infanzia

Per quanto riguarda la percentuale dei Comuni coperti da servizi per la prima infanzia, in Italia la media è del 69,2%, nel Nordovest il 68,7% (ma il Nordest arriva al 90,9%) con il traino della Lombardia all’81,1%, seguita dal Piemonte con il 54% e dalla Liguria con il 53%.
Ai numeri dei servizi offerti, dei posti disponibili e della copertura sul territorio, si aggiungono quelli delle spese che debbono sostenere i Comuni: quella per i servizi all’infanzia è passata da un miliardo e 37 milioni di euro nel 2004 a un miliardo e 751 milioni di euro nel 2023, con un incremento complessivo del 68,9% e un andamento di progressiva crescita; la spesa totale comprende la quota rimborsata dalle rette a carico delle famiglie, che è passata dal 17% della spesa totale nel 2003 al 19% nel 2024, con un aumento del 90,3% in termini di risorse impiegate dalle famiglie. Anche per questo aspetto le differenze territoriali sono notevoli: si va dai 520 euro pro capite della Calabria ai 3.917 euro pro capite della Valle d’Aosta. Nel 2023, gli utenti dei nidi in Piemonte sono stati 14.039 con una spesa di 117.544.769 euro, di cui 26.374.478 euro di compartecipazione degli utenti cioè il 22,4%, il resto a carico dei Comuni; in Lombardia 35.826 gli utenti, 273.660.964 euro la spesa e 76.158.859 euro la compartecipazione dei privati, pari al 27,8%; in Liguria 4.050 utenti con una spesa totale di 40.807.492 euro di cui 6.133.432 euro di compartecipazione, pari al 15%.