Crescono le aziende agrituristiche: soprattutto al Sud, ma anche il Nordovest mostra segnali incoraggianti, soprattutto per quanto riguarda il numero delle strutture (meno solo per Lombardia, -1,1%) e per la qualità.
Secondo i dati Istat, nel 2024 le aziende agrituristiche sono 26.360 con un +0,9% rispetto al 2023, e le Isole che raggiungono +6,1%, ma è da segnalare anche il Piemonte che registra un +2% (quindi ben al di sopra della media nazionale). I turisti che le frequentano sono stati 4,7 milioni (+3,3%), soprattutto stranieri (pari al 54,8%). Il Nord resta, dunque, con 11.504 aziende (43,5%), il territorio con la più alta dotazione di strutture agrituristiche: di queste poco più di 7.540 si trovano nelle Regioni del Nordest. La Toscana guida la graduatoria con un 22,2%, seguita dalla provincia autonoma di Bolzano, poi Lombardia (6,5%), Veneto (6,4%) e Piemonte (5,6%).
Le aziende agrituristiche che offrono alloggio sono poco più di 21.440 (81,4% del totale). Tra queste, il 39,8% si trova nel Centro, il 26,6% nel Nordest, il 13,3% nel Sud, il 12,5% nel Nordovest e il 7,8%. Il 29,5% degli agri-ristoranti si trova nel Centro, il 24,1% nel Nord-est, il 19,7% nel Sud, il 17,5% nel Nordovest e il 9,2% nelle Isole. Le Regioni nelle quali è maggiormente presente questo tipo di strutture sono la Toscana (16,7%), la Lombardia (8,2%) e il Veneto (7,1%).
nelle Isole.
Le aziende agrituristiche che combinano alloggio e ristorazione sono poco più di 9.600 e rappresentano il 36,4% del totale delle strutture, il 73,4% delle aziende con alloggio e il 44,8% degli agri-ristoranti. Il 20% si trova in Toscana, seguono, a grande distanza, Campania, Piemonte, Puglia e Sicilia, ciascuna con una quota di poco superiore al 6% del totale nazionale.
Le aziende che associano all’alloggio anche la degustazione sono 5.473, poco meno del 18% del totale e rappresentano il 25,5% delle strutture con alloggio e oltre l’81% di quelle autorizzate alla degustazione. Il 45,4% di queste aziende è ospitato nel Centro (il 28,9% in Toscana), il 18,4% nel Sud, il 15,1% nel Nordovest (l’11,2% in Piemonte), il 13,5% nelle Isole e il 7,5% nel Nordest. Sono 4.683 le aziende agrituristiche che combinano degustazione e ristorazione e incidono per il 17,7% sul totale delle aziende, il 35% di quelle autorizzate alla ristorazione e il 69,4% di quelle autorizzate alla degustazione: primeggia la Toscana, poi il Sud, il Nordovest ha il 17,5% (13% in Piemonte).
Pur restando l’alloggio, la degustazione e la ristorazione il core business delle aziende agrituristiche, anche nel 2024 i servizi complementari confermano la loro importanza nell’articolazione dell’offerta agrituristica. Al Nord spopolano le fattorie didattiche (52,5%), gestite soprattutto da donne, con il Nordovest unica area in flessione (-2,3%), anche se nel 2023 era quella con il numero maggiore (610). Quasi due terzi dei comuni italiani sono a vocazione agrituristica: nel 2024 i Comuni con almeno un agriturismo sono 5.030, pari al 63,7% del totale dei Comuni italiani, e si estendono su una superficie di oltre 240mila kmq, cioè il 79,5% del territorio nazionale: nel Nordovest sono poco più della metà (52,3%) e rappresentano circa due terzi della superficie. Particolarmente elevata è la densità territoriale in Liguria (13,1).
Nel 2024 il valore economico medio delle aziende agrituristiche, calcolato come rapporto tra valore economico e numero di strutture, è di poco superiore a 73.300 euro: la distribuzione territoriale mostra la presenza di valori più elevati nel Nordest (oltre 103mila euro), seguito dal Centro (73.200), dal Sud (57.600) dal Nordovest (53.600) e dalle Isole (23.500 euro).