Salute e benessere

Bocca, microbiota e infiammazione: i consigli dell’esperta Chiaristella Ferrari

Medicina integrata: i segnali da non sottovalutare per proteggere tutto l'organismo.

Bocca, microbiota e infiammazione: i consigli dell’esperta Chiaristella Ferrari

di Micol Baronio

La salute generale può iniziare, ma anche complicarsi, proprio a partire dalla bocca. È questo il punto da cui parte la dottoressa Chiaristella Ferrari, esperta di medicina integrata, affrontando il tema del microbiota del cavo orale e dei suoi collegamenti con patologie anche molto serie.
Il messaggio è chiaro: alito cattivo persistente, gengive che sanguinano, lingua bianca, arrossamenti o fastidi del cavo orale non vanno considerati disturbi banali, perché possono essere il segnale di un equilibrio alterato che non riguarda soltanto la bocca.
La dottoressa Ferrari spiega che, così come esiste un microbiota intestinale, esiste anche un microbiota orale, formato da specie batteriche che devono convivere in equilibrio. Quando questa eubiosi si mantiene, il cavo orale resta in salute. Quando invece alcuni ceppi prevalgono sugli altri, si entra in una condizione di disbiosi che può favorire infiammazione locale e, nel tempo, effetti sistemici.
Il problema, infatti, non si ferma al dente o alla gengiva: dalla bocca possono partire segnali e molecole infiammatorie in grado di riverberarsi su altri distretti corporei.
La dottoressa richiama in particolare l’attenzione sulle parodontiti, cioè quelle malattie croniche sostenute dalla placca batterica che non colpiscono soltanto il dente, ma anche i tessuti intorno e perfino l’osso. Quando si formano tasche parodontali, spiega, si crea una vera riserva di batteri e di sostanze proinfiammatorie. Entrano in gioco i batteri gram negativi, ricchi di lipopolisaccaridi, le cosiddette LPS, che attivano recettori sensibili ai prodotti di degradazione batterica e fanno aumentare citochine proinfiammatorie come interleuchina 1, interleuchina 6 e TNF alfa. È questo il passaggio con cui l’infiammazione locale può diventare sistemica.
Secondo la dottoressa, i collegamenti oggi più documentati riguardano il rischio cardiovascolare, il diabete, il parto pretermine e anche alcune patologie tumorali. Il cavo orale, osserva, è un distretto facile da controllare, sia autonomamente sia con l’aiuto del dentista, e proprio per questo non dovrebbe essere trascurato. Gengive rosa pallido che non sanguinano, assenza di gonfiore, saliva in buono stato e alito non maleodorante sono segnali di equilibrio. Al contrario, sanguinamento, gonfiore, dolore e odori sgradevoli indicano che qualcosa non sta funzionando come dovrebbe.
In alcuni casi può essere utile sostenere il microbiota orale con uno streptococcus salivarius da sciogliere lentamente in bocca dopo l’igiene serale, per favorire una ricolonizzazione più equilibrata.
Quando, invece, il quadro fa pensare a una disbiosi più ampia, il consiglio è valutare anche lo stato del microbiota intestinale, perché bocca e intestino procedono spesso insieme.
Alla base, però, resta una regola semplice: lavare bene i denti, evitare cibo troppo processato, non addormentarsi dopo avere mangiato senza una corretta pulizia del cavo orale e intervenire presto su gengive sanguinanti, alito cattivo persistente o patine anomale della lingua, prima che un’infiammazione locale diventi un problema più esteso.