di Stefano Ribaldi
A tre anni dalla sua nascita, il National Biodiversity Future Center (NBFC), il primo centro di ricerca italiano sulla biodiversità finanziato dal Pnrr Next Generation EU, ha illustrato la scorsa settimana in un evento dal titolo significativo «One Health, One Future», i suoi risultati delineando le prospettive future della biodiversità e il suo ruolo strategico.
Il percorso di NBFC si inserisce tra gli investimenti che riconoscono la perdita di biodiversità come una delle principali sfide del nostro tempo. In parallelo, la ricerca e l’innovazione rappresentano le leve fondamentali per la crescita del Paese e per il consolidamento di ecosistemi avanzati e competitivi a livello internazionale. Con un finanziamento di 328 milioni di euro, NBFC ha coinvolto migliaia di scienziate e scienziati e riunito 50 partner, tra cui 35 università, 7 enti pubblici di ricerca e 8 aziende private.
«Il National Biodiversity Future Center è uno dei risultati più significativi degli investimenti avviati con il Pnrr e sostenuti dal Ministero dell’Università e della Ricerca, che hanno rafforzato in modo concreto il sistema della ricerca italiana – ha affermato il presidente del Cnr Andrea Lenzi. «La biodiversità è una priorità strategica, al centro dell’approccio One Health, e richiede una visione integrata tra scienza, politiche pubbliche e sviluppo sostenibile. La sfida ora è consolidare questo percorso, rendendo strutturali le competenze e le infrastrutture create, per rafforzare il ruolo dell’Italia in Europa e nel mondo nella tutela degli ecosistemi».
«La biodiversità rappresenta una componente centrale del benessere comune – ha sottolineato il presidente NBFC Luigi Fiorentino – incide sulla salute, sull’economia e sulla resilienza dei territori. Investire nella sua tutela significa investire nel futuro delle comunità. Il Pnrr ha rappresentato l’innesco della nascita di NBFC, ma non definisce il suo orizzonte. NBFC non è un progetto a termine: interrompere ora il percorso significherebbe disperdere la rete di competenze costruita in questi anni. Il Centro vuole evolversi in un’infrastruttura permanente, capace di attrarre nuovi talenti e diventare uno strumento strategico stabile per l’Italia e per la comunità scientifica internazionale».
L’impegno di NBFC trova la sua massima espressione nell’approccio One Health, ufficialmente adottato dall’OMS nel 2017. Tale approccio, come ha chiarito la professoressa Hellas Cena dell’Università di Pavia, è in grado di tradurre la biodiversità in soluzioni concrete per migliorare la qualità della vita, promuovere uno sviluppo sostenibile e generare valore economico.
«In particolare – ha aggiunto – abbiamo sviluppato approcci integrati che vanno dalla valorizzazione delle molecole bioattive fino alla definizione di modelli applicativi per i cittadini e i sistemi urbani, con l’obiettivo di tradurre la biodiversità in benefici reali per la salute, la prevenzione e la qualità della vita. Il valore aggiunto è proprio questo: creare connessioni tra ricerca, clinica e società, trasformando conoscenza scientifica in impatto, aumentando la percezione di valore nei cittadini che crea quindi priorità anche per le policy».
NBFC, ha sottolineato il suo direttore generale Riccardo Coratella, è nato con l’obiettivo di conservare, ripristinare, monitorare e valorizzare la biodiversità italiana e mediterranea, realizzando numerosi progetti come la scoperta a largo di Napoli di coralli ad alta profondità in grado di trasformare la Co2 rilasciando ossigeno oppure il rapporto fra cura del microbiota e patologie tumorali.
Inoltre ha creato il Biodiversity Gateway, piattaforma fisica e digitale che raccoglie e rende disponibili i dati scientifici prodotti dai ricercatori. Al suo interno trovano spazio il Geoportale del Mare, il Catalogo delle Molecole Bioattive e il Catalogo delle Nature-Based Solutions, strumenti che permettono di studiare e sviluppare soluzioni per affrontare sfide ambientali e climatiche. Grazie al Biodiversity Gateway, i dati scientifici diventano accessibili anche ai cittadini favorendo attività di Citizen Science e contribuiscono a portare la biodiversità nella vita quotidiana.
E’ inoltre evidente come la biodiversità rappresenti soprattutto una sfida globale che richiede cooperazione internazionale. Per questo il Centro ha avviato collaborazioni con importanti istituzioni mondiali, dall’Accademia delle Scienze della Cina all’IMT di Boston, fino a enti di ricerca in Canada. Queste permettono di lavorare su temi altamente strategici, sviluppare progetti congiunti, accedere a competenze, metodologie e infrastrutture di ricerca di eccellenza.
NBFC non è solo un hub nazionale, ma anche un polo internazionale di ricerca e innovazione, capace di rafforzare la leadership italiana nel campo della biodiversità e di contribuire a soluzioni globali per la tutela degli ecosistemi.