Il caso

Auto d’epoca in Piemonte in corso la “winter school” per il restauro

L'iniziativa, frutto della collaborazione tra Museo Nazionale dell'Automobile e il Centro Conservazione Restauro La Venaria Reale, si propone di offrire una panoramica completa e aggiornata su un settore in continua evoluzione.

Auto d’epoca in Piemonte in corso la “winter school” per il restauro

E’ iniziata martedì 25 novembre la winter school per restaurare le auto d’epoca in Piemonte.

Auto d’epoca al via la winter school per il restauro in Piemonte

Le auto d’epoca, di interesse storico e da collezione, sono un patrimonio nazionale di grande valore, un mercato non più di nicchia, che si sta espandendo con ricadute economiche significative, in termini di valore e indotto, e che appassiona sempre di più anche le giovani generazioni. E questo porta anche alla necessità di tramandare competenze per la manutenzione e il restauro, che altrimenti andrebbero perdute, e formare professionisti aggiornati sui principi del restauro.
Con questi obiettivi, il 25 novembre è iniziata la «Winter school – Il restauro dell’automobile d’epoca», alla sua seconda edizione: un percorso interdisciplinare intensivo di 30 ore volto ad approfondire le sfide e le metodologie legate alla conservazione e al restauro dei veicoli storici. L’iniziativa, frutto della collaborazione tra Museo Nazionale dell’Automobile e il Centro Conservazione Restauro La Venaria Reale, si propone di offrire una panoramica completa e aggiornata su un settore in continua evoluzione. Restauratori, scienziati della conservazione, curatori e professionisti di alcune tra le più importanti aziende del settore si confronteranno con i partecipanti durante lezioni teoriche, workshop dimostrativi e visite tematiche in alcuni dei luoghi simbolo della cultura automobilistica italiana.

La mitica Fiat 500 del ’67 dipinta da Carena tra i casi studio

Tra i casi studio, la Fiat 500 del 1967 dipinta dall’artista Antonio Carena, la Fiat 130 HP del 1907 (protagonista del Grand Prix dell’Automobile Club di Francia del 1907, la Fiat 130 HP, guidata dal torinese Felice Nazzaro sul circuito di Dieppe, è uno dei gioielli della collezione del Mauto. Dotata di un motore a quattro cilindri di oltre sedici litri e 130 cavalli, capace di raggiungere i 160 km/h, rappresenta uno straordinario esempio dell’ingegneria sportiva dei primi del Novecento) e la Fiat 12/16 HP del 1902, unico esemplare rimasto al mondo del modello progettato dall’ingegnere Giovanni Enrico.