Il 35% della popolazione italiana è analfabeta funzionale, il 21% dei quindicenni non dimostra competenze di base nella comprensione testuale, 1,7 milioni i Neet (cioè i giovani che non studiano e non lavorano), 700mila gli adolescenti dipendenti da web, social, e gaming, oltre 100mila gli hikikomori, digital divide in crescita.
Il progetto «Allenarsi al Futuro» coinvolge giovani, insegnanti e dirigenti scolastici del Nordovest in un percorso di ascolto e confronto basato su interviste e strumenti di ricerca mirati. A partire dalle esperienze dirette dei partecipanti, il progetto mira a dare volto e significato ai dati, trasformando numeri e statistiche in strumenti di comprensione profonda. Da questo ascolto nascono proposte educative, sociali e culturali costruite sui bisogni reali delle persone e dei territori in cui vivono. Un progetto promosso dall’associazione «Futuri probabili – per la formazione del capitale umano», presieduta da Luciano Violante, con il sostegno delle Fondazioni Crt, Cariplo e Compagnia di San Paolo, che hanno investito 200mila euro ciascuna. Intervistati 471 bambini e ragazzi tra i 6 e i 16 anni (per un totale di 88 ore di video-interviste registrate) di Piemonte, Lombardia, Liguria e Valle d’Aosta, con 16 province coinvolte e 45 istituti scolatici e 10 enti del terzo settore. Studenti ma anche minori che non frequentano la scuola.
L’indice di povertà educativa (che combina le competenze alfabetiche e numeriche con la quota di adulti con bassa istruzione) indica come Aosta, Pavia, Cremona e Torino siano le città più a rischio, dove Torino è alla pari con Genova e Alessandria.
«Affrontare questo fenomeno richiede un’azione integrata, capace di mettere in relazione istituzioni, fondazioni, scuola, Terzo Settore e comunità educant – afferma la presidente della Fondazione Crt, Anna Maria Poggi – In questo quadro, la filantropia può svolgere un ruolo concreto, intervenendo sui bisogni più immediati e contribuendo, al tempo stesso, a generare impatti duraturi. È in questa prospettiva che si colloca il nostro sostegno a questo progetto di sistema, in grado di attivare competenze e risorse e di creare nuove opportunità per le giovani generazioni». «Con il progetto Allenarsi al Futuro – aggiunge il segretario generale della Fondazione Compagnia di San Paolo, Alberto Anfossi – vogliamo contribuire a leggere con maggiore profondità i bisogni dei giovani e dei territori, rafforzando le alleanze educative e sostenendo chi, ogni giorno, si impegna per garantire a bambini e ragazzi le migliori condizioni di crescita. Solo assumendoci insieme questa responsabilità collettiva possiamo generare, con la partecipazione attiva dei più giovani, cambiamenti duraturi e offrire oggi e domani opportunità di qualità per le nuove generazioni».
«La povertà educativa oggi si manifesta anche come povertà digitale, intrecciandosi con l’eccessiva esposizione agli schermi, il calo delle competenze di base e l’isolamento sociale di molti giovani, inclusi i Neet – dichiara il presidente di Fondazione Cariplo, Giovanni Azzone – Comprendere precocemente questi segnali, anche tra i minori fuori dai percorsi scolastici, è decisivo per prevenire forme di esclusione che possono consolidarsi nel tempo. L’obiettivo è unire le forze e mettere a sistema esperienze che hanno funzionato, per ampliare l’impatto. Recuperare chi rischia di restare escluso significa intervenire prima, restituendo una risorsa al Paese e rafforzando le opportunità per le nuove generazioni e le loro famiglie».