La Lombardia si conferma terra di agricoltura e di eccellenze enogastronomiche. Un primato sottolineato alla presentazione della 10ª edizione del Forum Food&Beverage del The European House Ambrosetti, in programma a Bormio il 5 e 6 giugno. Un appuntamento di riferimento per esperti, istituzioni e protagonisti della filiera agroalimentare italiana.
Il settore genera in Lombardia 50 miliardi di euro di fatturato e 11 miliardi di valore aggiunto, posizionando la nostra regione al primo posto in Italia per entrambi gli indicatori. La leadership lombarda è confermata anche dall’export, che raggiunge 11,7 miliardi di euro, il valore più alto a livello nazionale. La regione si posiziona inoltre al terzo posto in Italia per occupazione, con 129.000 lavoratori nell’intera filiera.
«La Lombardia è leader nella “Dop economy” – ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana – quella di qualità, di alto livello, che si contraddistingue tra i consumatori. Di cui siamo molto orgogliosi. Crediamo che questa sia la strada giusta, i mercati chiedono prodotti che rispettino naturalezza e sostenibilità, che non deve tuttavia nuocere alla sostenibilità economica. Questi fattori spiegano anche i risultati della nostra regione anche in campo turistico: lo abbiamo visto nel weekend del 1° maggio quando abbiamo superato tutti i risultati precedenti in termini di presenza. Perché i turisti vengono volentieri in Lombardia e continuano a dimostrarlo».
«Anche nell’agroalimentare, dove siamo leader nazionali, le imprese devono poter svolgere il loro lavoro – ha aggiunto l’assessore a Enti locali e Montagna, Massimo Sertori – mentre il pubblico deve facilitare il raggiungimento dei risultati economici e di crescita. Lo abbiamo visto per le Olimpiadi, un appuntamento inderogabile, per cui non potevi dilatare i tempi decisionali. C’è stata una collaborazione trasversale completa, anche con il livello centrale, ma i territori hanno avuto un ruolo unico. Uno schema che, se replicato altrove, potrebbe solo efficientare la macchina pubblica».
Sono stati anticipati alcuni risultati del 10° Rapporto Strategico della Community Food&Beverage: secondo le imprese intervistate, l’inflazione energetica si conferma il fattore di crisi più rilevante per il settore agroalimentare. Seguono l’aumento dei costi delle materie prime la mancanza di manodopera. I dazi sembrano invece aver perso centralità: solo il 15% delle imprese esportatrici li considera oggi una problematica rilevante.