Nel 2025 gli uffici anagrafe nelle regioni del Nordovest hanno registrato un totale di 179.816 decessi, e il dato medio annuo per la nostra area geografica è bene o male questo, tranne che per il 2020.
A dispetto delle posizioni negazioniste, che addirittura hanno messo in discussione quell’immagine che ritraeva i camion militari carichi di bare mentre uscivano dal cimitero monumentale di Bergamo, attraversando una città deserta in pieno lockdown, i numeri parlano chiarissimo: quell’anno, passato alla storia come quello in cui il mondo si è fermato, nelle nostre regioni si sono registrati 231.838 decessi, ben 52.000 persone in più rispetto all’ultimo dato disponibile. L’evento registrato nel 2020 è stato quello che più di ogni altro ha sconvolto gli orizzonti demografici nel nostro Paese e non solo, anche se ultimamente gli equilibri sono tornati nei livelli di normalità.
E Bergamo è la provincia che ha pagato il prezzo più elevato
I dati sono stati raccolti e pubblicati dall’Istat, ed è possibile aggregarli anche per provincia. Appare evidente come lo scenario di quell’immagine, diventata simbolo internazionale della tragedia (che si commemora il 18 marzo di ogni anno con la “Giornata nazionale delle vittime del Covid”), sia anche il territorio ad aver pagato il prezzo più alto in termini di vite umane. Nel 2020 infatti sono stati 16.368 i morti nella Bergamasca, contro gli 11.022 registrati dall’Istat nel 2025.
E’ possibile anche fare un raffronto tra i primi 6 mesi del 2020 (quando la pandemia scoppiò incontrollata) e i primi 6 mesi di quest’anno, mese per mese e provincia per provincia. Con questo grado di dettaglio appaiono ancora più evidenti le differenze territoriali e l’andamento della mortalità nel 2020. Solo nel mese di marzo di quell’anno infatti in provincia di Bergamo sono morte oltre 6mila persone. Nella provincia di Milano anche nel mese di aprile si è visto un picco che ha superato quota 5mila decessi (come a marzo). A marzo 2026 i decessi nella provincia di Bergamo sono stati 914, e nel Milanese quasi 2.600.
In Lombardia più morti che altrove
In generale è la Lombardia, tra i territori del Nordovest, ad avere subito le maggiori perdite. Sia nel confronto annuale, con il 2025, che in quello sui primi 6 mesi con il 2026 emerge chiaramente come siano i territori lombardi quelli dove la pandemia ha colpito più forte. Se nel periodo gennaio giugno del 2020 si sono contati 78mila decessi, nello stesso periodo del 2026 la cifra è scesa a 52.704. Tra Piemonte e Liguria le differenze tra i periodi presi in esame si attestano attorno alle 6.000 unità in Piemonte e 3.000 unità in Liguria. In Valle d’Aosta invece sono 139. Il dato annuale cambia decisamente, anche perché cambiava in modo significativo il periodo di degenza da caso a caso. In Lombardia nel 2020 sono morte in tutto 136.249, mentre nel 2025 104.466. In Piemonte 66.054 nel 2020 e 53.019 nel 2025. In Valle d’Aosta 1.849 nel 2020 e 1.352 nel 2025. Per finire, in Liguria nel 2020 sono morte 25.827 persone, mentre nel 2025 sono state 20.979. Dopo Bergamo, anche le province di Brescia, Milano e Monza Brianza in Lombardia hanno perso molte vite. In Piemonte le aree più colpite sono state quelle di Cuneo e Torino, mentre in Liguria la situazione peggiore si è registrata a Genova.