Non c’è 2022, né 2023 che tengano: l’ondata di calore di quest’anno è la più intensa mai registrata, nonostante i fenomeni atmosferici alla base siano essenzialmente uguali a quelli di altri casi simili avvenuti in passato. Inoltre, per molte città, questo non è stato solo il giugno più caldo, ma il periodo più caldo in assoluto dal 1950. A certificarlo è uno studio condotto dall’organizzazione meteorologica World Weather Attribution guidato da Theodore Keeping dell’Imperial College di Londra. L’analisi denuncia che in gran parte dell’Europa occidentale, giugno si sta riscaldando più rapidamente di qualsiasi altro mese. Sia le temperature giornaliere che notturne stanno crescendo a un ritmo molto più sostenuto di quello tenuto dal riscaldamento globale: le temperature massime diurne registrate a giugno aumentano a un ritmo triplo, mentre quelle notturne a un ritmo circa doppio. Nel mese di giugno 2026, il 45% delle città monitorate ha superato la soglia segnata dall’indice principale utilizzato per misurare lo stress termico negli ambienti interni, chiamato Wet Bulb Globe Temperature (Wbgt).
Il fenomeno ha subito un’improvvisa accelerazione
Ad aumentare la preoccupazione c’è un’analisi di Radarmeteo/Hypermeteo, hub europeo sugli scenari climatici applicati. «L’aumento della temperatura e della conseguente evapotraspirazione può far precipitare un’annata agricola, annunciata buona, in una condizione di siccità severa in tempi molto brevi, aumentando la vulnerabilità del settore primario. E’ un’indicazione importante, di cui tener conto al momento delle semine unitamente alla condizione idrica locale» ha detto il climatologo, Massimo Crespi, “founder” di “Radaremeteo/Hypermeteo”. Ed è proprio quello che è successo quest’anno. Fino a giugno, l’anno appariva relativamente favorevole, evidenziando condizioni di buona disponibilità idrica sul territorio agricolo. A partire dall’inizio dell’estate, però, si è osservata una rapida inversione di tendenza: l’indice SPEI 3 (che considera il bilancio idroclimatico tra apporti meteorici e potenziale evapotraspirazione) è calato bruscamente e ha raggiunto valori molto negativi entro agosto; questa dinamica ha comportato una rapida intensificazione della siccità, associata al susseguirsi di ondate di calore intense e persistenti, capaci di aumentare fortemente la domanda evaporativa e conseguentemente di accelerare il deterioramento del bilancio idrico. Con le conseguenze che tutti stiamo ancora subendo.