Crescono nel 2026 le risorse destinate alle università statali italiane.
Il Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO), principale strumento attraverso cui lo Stato sostiene il funzionamento degli atenei, la didattica, la ricerca e il personale, raggiunge quota 9,415 miliardi di euro, con un aumento di 25,6 milioni rispetto al 2025 e del 26% rispetto al 2019. Il dato arriva dal decreto firmato dalla ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini. Nessun ateneo, inoltre, registra una riduzione dei finanziamenti rispetto all’anno precedente.
A livello territoriale, il provvedimento presenta elementi di particolare interesse per il Nordovest, soprattutto per Lombardia e Piemonte.
Lombardia, oltre 1,16 miliardi agli atenei
E’ la Lombardia a concentrare la dotazione più consistente tra le regioni dell’area. Agli atenei statali lombardi vengono assegnati 1,161 miliardi di euro, con un incremento di 18,4 milioni rispetto al 2025 e del 31,9% rispetto al 2019. Il dato si inserisce in una crescita di lungo periodo che coinvolge diversi poli universitari della regione. Nel comunicato del MUR viene citata in particolare l’Università di Bergamo, che dal 2019 al 2026 registra un incremento del finanziamento del 48,9%. Ancora più marcata è la crescita dell’IUSS di Pavia, scuola universitaria superiore, che nello stesso periodo arriva a segnare un +214,3%. Sono numeri che raccontano il rafforzamento del sistema universitario lombardo non soltanto in termini di risorse complessive, ma anche di capacità di attrarre finanziamenti attraverso ricerca, qualità della didattica e altri parametri utilizzati nella distribuzione del fondo.
Piemonte, 616,2 milioni e la spinta del Politecnico
Anche il Piemonte beneficia dell’incremento del FFO. Agli atenei statali della regione sono destinati 616,2 milioni di euro, vale a dire 15,3 milioni in più rispetto al 2025, con una crescita del 2,5% su base annua. Rispetto al 2019, l’aumento raggiunge invece il 36,7%. A guidare la distribuzione regionale è l’Università degli Studi di Torino, alla quale vengono assegnati circa 347,3 milioni di euro, in crescita del 2% rispetto all’anno precedente. Al Politecnico di Torino vanno invece 198,5 milioni, con un incremento del 4,4%. L’Università del Piemonte Orientale riceve circa 70,4 milioni di euro. Proprio il Politecnico emerge anche nel confronto di medio periodo: tra il 2019 e il 2026 il suo finanziamento cresce del 47,4%, una delle variazioni più significative registrate dal MUR a livello nazionale. L’Università di Torino, inoltre, con i suoi 347,3 milioni, figura al quinto posto tra gli atenei italiani per ammontare complessivo del finanziamento, dopo La Sapienza, Bologna, Federico II di Napoli e Padova.
Più programmazione, ricerca e innovazione
La novità del FFO 2026 non riguarda soltanto l’entità delle risorse. Il nuovo riparto introduce infatti una misura che permette agli atenei di finanziare progetti strategici e iniziative innovative ritenute di particolare interesse per lo sviluppo del sistema universitario nazionale. L’obiettivo dichiarato dal MUR è rafforzare la capacità di programmazione degli atenei, sostenere la ricerca e migliorare la qualità della didattica, creando al tempo stesso maggiori opportunità per studenti, ricercatori e docenti. Il ministero sottolinea inoltre la necessità non soltanto di aumentare le risorse, ma di indirizzarle in modo più efficace. Per Lombardia e Piemonte, dunque, il nuovo FFO rappresenta un ulteriore tassello nel consolidamento di due sistemi universitari già fortemente presenti sul piano nazionale. La crescita dei finanziamenti nell’arco 2019-2026 è evidente proprio in alcuni dei loro atenei, con Bergamo, Pavia e il Politecnico di Torino tra i casi più significativi.