I dati dell'associazione Luca Coscioni

Biotestamento boom nel Nordovest

La Lombardia guida la classifica per numero assoluto, con 54.679 DAT. Varese è settima in Italia con una DAT ogni 104 abitanti, Imperia è ottava con una ogni 105.

Biotestamento boom nel Nordovest

Immagine di apertura realizzata con Intelligenza artificiale.

Il testamento biologico, o più precisamente la Disposizione anticipata di trattamento, la cosiddetta DAT, è sempre più presente nelle scelte degli italiani. I dati dell’ultima rilevazione dell’associazione Luca Coscioni, aggiornata a giugno, permettono di osservare da vicino anche ciò che accade in Lombardia, Piemonte e Liguria, tre regioni che presentano caratteristiche molto diverse ma che, nel complesso, mostrano una diffusione significativa di questo strumento.

Le DAT permettono a una persona maggiorenne e capace di intendere e di volere di esprimere in anticipo le proprie volontà rispetto ai trattamenti sanitari, nel caso in cui in futuro non sia più nelle condizioni di comunicare le proprie decisioni. A livello nazionale le DAT censite sono almeno 278.329. Si tratta però di un dato che deve essere considerato come una soglia minima, perché non tutti i Comuni hanno fornito informazioni aggiornate e non tutte le disposizioni risultano comprese nella rilevazione. La fotografia permette comunque di individuare con chiarezza alcune tendenze territoriali.

Lombardia, oltre 54mila DAT e una provincia ai vertici nazionali

E’ la Lombardia a guidare la graduatoria italiana per numero assoluto, con 54.679 DAT. Un risultato che riflette anche la dimensione demografica della regione, ma che diventa particolarmente interessante quando si scende nel dettaglio delle singole province. Il territorio lombardo presenta infatti differenze importanti. La provincia di Varese si colloca addirittura al 7° posto nella graduatoria nazionale, con una DAT ogni 104 abitanti e 6.469 disposizioni censite. E’ uno dei risultati più significativi dell’intero Nordovest e mette Varese ai vertici italiani nonostante il territorio non abbia le dimensioni delle grandi aree metropolitane. La Città metropolitana di Milano occupa invece il 31° posto per rapporto tra DAT e popolazione, con una disposizione ogni 138 abitanti. Il dato assoluto è però impressionante: sono 19.831 le DAT censite nel territorio milanese. Milano rappresenta quindi uno dei casi più evidenti della differenza tra quantità assoluta e diffusione relativa .Anche Como presenta numeri rilevanti. La provincia è al 34° posto nazionale, con una DAT ogni 142 abitanti e 3.385 disposizioni.Più indietro troviamo Brescia, al 48° posto, con una DAT ogni 157 abitanti e 6.124 DAT. Il numero complessivo è particolarmente elevato e colloca Brescia tra le province lombarde con il maggior numero di disposizioni. La provincia di Bergamo si trova invece al 52° posto, con una DAT ogni 167 abitanti e 5.293 disposizioni. Seguono Lecco, al 55° posto, con una ogni 169 abitanti e 1.666 DAT, e Cremona, al 62° posto, con una ogni 175 abitanti e 1.596 disposizioni. Il quadro prosegue con Pavia, al 63° posto nazionale, dove si registra una DAT ogni 177 abitanti, per un totale di 2.384 disposizioni. La provincia di Monza e Brianza è al 64° posto, con una ogni 178 abitanti e 4.126 DAT, mentre Lodi si trova al 65° posto, con una ogni 179 abitanti e 1.072 disposizioni. Chiude la graduatoria lombarda Mantova, al 68° posto nazionale, con una DAT ogni 182 abitanti e 1.853 DAT.

La Lombardia presenta, dunque, una situazione molto articolata. Varese emerge per il rapporto tra disposizioni e popolazione, mentre Milano, Brescia e Bergamo si distinguono soprattutto per i numeri assoluti. Una differenza che dimostra quanto sia importante non fermarsi alla semplice quantità delle DAT quando si confrontano territori con popolazioni molto diverse.

Piemonte, Biella e Torino ai vertici

Il Piemonte conta complessivamente 26.556 DAT e si colloca ai vertici della graduatoria nazionale. Anche in questo caso, però, la lettura provinciale permette di scoprire differenze interessanti. A distinguersi è innanzitutto Biella, al 16° posto nazionale, con una DAT ogni 124 abitanti e 1.114 disposizioni. Un risultato particolarmente significativo per una provincia di dimensioni contenute. Torino si trova al 17° posto, con una DAT ogni 125 abitanti e 14.685 disposizioni. Il dato assoluto fa della provincia torinese una delle aree italiane con il maggior numero di DAT. Segue Cuneo, al 21° posto, con una ogni 128 abitanti e 3.618 disposizioni. Più indietro si colloca Novara, al 33° posto, con una ogni 139 abitanti e 2.125 DAT, mentre Alessandria è al 36° posto, con una ogni 146 abitanti e 2.180 disposizioni. Asti occupa il 45° posto nazionale, con una DAT ogni 154 abitanti e 1.085 DAT. Infine, Vercelli si trova al 58° posto, con una ogni 170 abitanti e 710 disposizioni. Anche in Piemonte, dunque, la classifica racconta due storie parallele: da una parte il peso dei grandi territori, soprattutto Torino; dall’altra la capacità di province più piccole, come Biella, di raggiungere livelli di diffusione particolarmente elevati in rapporto alla popolazione.

Liguria, Imperia è 8ª in Italia

La Liguria si distingue ancora più nettamente quando si guarda alla diffusione delle DAT rispetto al numero degli abitanti. La regione si colloca al sesto posto nazionale per diffusione, nonostante una popolazione molto più contenuta rispetto a Lombardia e Piemonte. Il dato più significativo arriva da Imperia, che occupa l’8° posto nella graduatoria nazionale, con una DAT ogni 105 abitanti e 1.709 disposizioni. Segue Savona, al 19° posto, con una DAT ogni 127 abitanti e 1.760 DAT. Genova si trova al 28° posto nazionale, con una ogni 133 abitanti e 5.246 disposizioni. Il territorio genovese presenta quindi il numero assoluto più elevato della regione, pur mantenendo un rapporto con la popolazione comunque significativo. La Spezia, infine, è al 46° posto, con una DAT ogni 156 abitanti e 1.196 disposizioni. Il dato è interessante perché tutte e quattro le province compaiono nella graduatoria nazionale, ma con differenze evidenti: Imperia è quella con il rapporto più favorevole mentre Genova presenta il maggior numero di DAT in termini assoluti.

Il confronto tra regioni

Mettendo insieme i dati di Lombardia, Piemonte e Liguria emerge una fotografia estremamente variegata. La Lombardia è la regione che presenta il maggior numero di DAT, con 54.679 disposizioni. Al suo interno, però, è Varese a distinguersi maggiormente per il rapporto con la popolazione: una DAT ogni 104 abitanti. Il Piemonte conta 26.556 DAT e vede ai primi posti regionali Biella, Torino e Cuneo, tutte con un rapporto compreso tra una disposizione ogni 124 e una ogni 128 abitanti. La Liguria, infine, mostra una diffusione relativa ancora più significativa, con Imperia che raggiunge una DAT ogni 105 abitanti. Guardando quindi esclusivamente ai rapporti con la popolazione, le province più virtuose del territorio considerato sono Varese, con una DAT ogni 104 abitanti, e Imperia, con una ogni 105. Seguono Biella, Torino, Savona e Cuneo. La classifica permette così di capire quanto sarebbe fuorviante giudicare la diffusione del testamento biologico soltanto attraverso i numeri assoluti. Milano, per esempio, ha quasi 20 mila DAT, ma il rapporto con la popolazione è di una ogni 138 abitanti. Varese, con 6.469 disposizioni, arriva invece a una ogni 104 abitanti.

Un fenomeno in crescita

La tendenza nazionale resta comunque quella di una crescita delle DAT. Nei Comuni che hanno fornito dati aggiornati, sono aumentate del 18,2%. A livello nazionale si è passati, in termini medi, da una DAT ogni 191 abitanti a una ogni 166. Il dato indica una maggiore conoscenza dello strumento, ma anche un cambiamento culturale: in Lombardia, Piemonte e Liguria il biotestamento è una realtà.