Un treno regionale italiano viaggia, nel complesso, con una puntualità vicina al 90%. Un dato che, preso da solo, potrebbe far pensare a un sistema ferroviario sostanzialmente affidabile; ma emergono differenze significative, soprattutto nei grandi nodi ferroviari del Nord. E’ quanto si evince dall’analisi pubblicata recentemente dall’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani dell’Università Cattolica, dedicata alla puntualità del trasporto ferroviario in Italia. Lo studio evidenzia come le performance peggiori, per il trasporto regionale, siano quelle delle Direzioni Operative Infrastruttura Territoriale di Milano e Genova. Anche Torino presenta valori relativamente più bassi rispetto alle aree con le migliori prestazioni.
Lombardia, il nodo di Milano sotto pressione
Per la Lombardia il dato più significativo riguarda dunque Milano, uno dei principali snodi ferroviari italiani. Secondo l’OCPI, la Direzione milanese registra una delle performance peggiori in termini di puntualità dei treni regionali. Non si tratta necessariamente di un problema riconducibile soltanto alla qualità del servizio regionale. L’Osservatorio individua infatti una possibile spiegazione nella maggiore complessità operativa dei grandi nodi ferroviari del Nord, dove convergono quotidianamente treni regionali, lunga percorrenza e Alta Velocità. Milano è, in questo senso, un caso emblematico: l’elevata quantità di traffico rende la rete più esposta agli effetti a catena di un guasto, di un rallentamento o di un intervento infrastrutturale. Un ritardo iniziale può quindi propagarsi rapidamente ad altri convogli e ad altre linee.
Piemonte, Torino tra le aree meno puntuali
Anche il Piemonte non esce indenne dal quadro tracciato dall’Osservatorio. La DOIT di Torino viene infatti indicata tra quelle con valori di puntualità relativamente più bassi. Il capoluogo piemontese condivide con Milano e Genova una caratteristica fondamentale: è un nodo ferroviario particolarmente trafficato. L’OCPI sottolinea proprio come le aree caratterizzate da un’intensa circolazione di treni presentino maggiori difficoltà nel mantenere livelli di puntualità elevati. Il dato suggerisce quindi una lettura che va oltre la semplice classifica tra territori. Dove la rete è più utilizzata e complessa, aumenta anche la possibilità che un problema locale si trasformi in un disservizio più ampio.
Liguria, Genova tra le situazioni più critiche
Il quadro più delicato riguarda anche la Liguria, con Genova indicata insieme a Milano tra le Direzioni con le performance peggiori. La particolare conformazione della rete ligure e il ruolo di Genova come importante nodo ferroviario contribuiscono a rendere particolarmente rilevante il tema della regolarità. Anche in questo caso, tuttavia, l’Osservatorio invita a non interpretare il dato come una bocciatura del servizio regionale.
Alta Velocità, il problema è ancora più evidente
La questione non riguarda soltanto i pendolari. Secondo l’analisi dell’Osservatorio, per l’Alta Velocità la puntualità effettivamente sperimentata dai passeggeri, calcolata considerando tutte le cause di ritardo, si è collocata tra il 63% e il 66% nel triennio 2023-2025. L’indicatore della cosiddetta “Puntualità RFI”, che considera invece soltanto i ritardi attribuiti al gestore dell’infrastruttura, presenta valori decisamente più elevati, compresi tra il 78% e l’81%. La differenza è sostanziale: secondo l’OCPI, significa che dal punto di vista del passeggero circa un treno su tre può risultare in ritardo, considerando l’indicatore “nessuna esclusione”. Inoltre, il sistema di misurazione considera semplicemente se il treno è arrivato entro una determinata soglia, senza distinguere adeguatamente tra ritardi di diversa durata. Il nodo del metodo: quale puntualità stiamo misurando? E’ questo forse il punto centrale dell’analisi. Dire che un treno è “puntuale” non significa necessariamente che il passeggero abbia vissuto un viaggio senza disagi. L’indicatore utilizzato può infatti escludere alcune cause del ritardo. Nel caso dell’Alta Velocità, ad esempio, la “Puntualità RFI” non considera alcuni ritardi provocati da fattori esterni o da problemi dei treni delle imprese ferroviarie.
Lombardia, Piemonte e Liguria: la sfida è quella della rete
Il quadro che emerge per il Nord-Ovest è dunque chiaro, pur senza poter trasformare i dati delle DOIT in una classifica precisa delle tre regioni. Milano e Genova sono tra le aree con le performance peggiori, mentre Torino presenta anch’essa livelli relativamente bassi. Il comune denominatore è la complessità dei nodi ferroviari, dove l’elevato numero di convogli e la sovrapposizione dei servizi aumentano la vulnerabilità della rete. Il problema della puntualità, quindi, non è soltanto quello del singolo treno che arriva tardi. E’ soprattutto quello di una rete nella quale un disservizio può propagarsi rapidamente, trasformando pochi minuti di ritardo in cancellazioni, coincidenze perse e attese molto più lunghe per migliaia di passeggeri. Per migliorare davvero la puntualità dei treni nel Nordovest non basta guardare alla percentuale nazionale. Occorre intervenire sulla capacità e sulla resilienza dei grandi nodi ferroviari, soprattutto quelli di Milano, Torino e Genova, e adottare indicatori che rappresentino meglio l’esperienza reale dei viaggiatori.