L'analisi dell'ufficio studi della Cgia di Mestre

L’emorragia del mondo dell’artigianato: sta finendo l’era delle botteghe?

Quella di Mantova è tra le province più penalizzate del Paese.

L’emorragia del mondo dell’artigianato: sta finendo l’era delle botteghe?

Il mondo dell’artigianato sta subendo negli ultimi anni una emorragia continua e inarrestabile. Già da qualche tempo infatti se in casa si rompe una tapparella o un rubinetto perde ci si rende conto di quanto sia problematico trovare un professionista che possa risolvere il problema. Per alcuni casi, come ad esempio gli elettrodomestici, si fa prima a cambiarli piuttosto che aggiustarli anche perché non c’è quasi più nessuno che li possa sistemare. A dare qualche numero per raccontare la situazione in termini puntuali è l’Ufficio Studi della Cgia di Mestre, che ha aggregato i dati dell’Inps disegnando un quadro a tinte fosche.

Tra le province del Nordovest quella di Mantova è quella che ha fatto registrare la perdita più grande tra il 2024 e il 2025 di imprese artigiane: con 938 attività chiuse definitivamente nei 12 mesi, alla fine del 2025 ha fatto contare 10.923 imprese (-7,9%). Non solo: il primato negativo del mantovano riguarda il Nordovest ma anche l’intero territorio nazionale: è infatti al secondo posto della classifica italiana delle province, dopo Pesaro-Urbino e prima di Bologna.

I nostri territori sono distribuiti in maniera omogenea nella classifica delle province italiane: oltre alla già citata Mantova e al suo secondo posto, la seconda realtà delle nostre regioni è quella di Varese, che sta all’ottava posizione in classifica, fino ad arrivare alla provincia di Imperia che è in 92ª posizione con 298 chiusure (-3,8%).

Il calo è costante ovunque, e le previsioni non lasciano ben sperare

«Dopo il picco massimo ottenuto nel 2008 – scrivono dalla Cgia – con quasi 1,5 milioni di attività, successivamente il numero complessivo è sceso costantemente; nel 2025 le sedi di imprese artigiane attive in Italia hanno toccato 1,22 milioni di unità. Anche il numero di artigiani è ininterrottamente diminuito. Se nel 2015 avevamo 1,7 milioni di persone, nel 2025 ne contavamo quasi 1,3 milioni, praticamente quasi 434 mila in meno (-25,1 per cento)». Le botteghe artigiane sono sempre di meno, in un mondo che è in continua evoluzione si sta assistendo alla loro progressiva scomparsa, scomparsa che sta cambiando il volto dei quartieri delle grandi città ma anche dei borghi più piccoli, che sono comunque toccati dall’impoverimento di competenze del tessuto sociale urbano. La questione è demografica: gli artigiani stanno invecchiando, e parallelamente continua a diminuire il numero di giovani che si avvicinano a questo mondo: E’ molto probabile – osservano dalla Cgia – che entro un decennio reperire sul mercato un idraulico, un fabbro, un elettricista o un serramentista in grado di eseguire un intervento di riparazione/manutenzione presso la nostra abitazione o nel luogo dove lavoriamo sarà un’operazione difficilissima».