La desertificazione bancaria non è più soltanto un fenomeno delle aree interne o dei piccoli comuni.
Anche nel Nordovest la riduzione della rete fisica delle banche continua a interessare territori densamente popolati e grandi città, con effetti rilevanti per cittadini e imprese. E’ quanto emerge dal XVI report dell’Osservatorio sulla desertificazione bancaria della Fondazione Fiba di First Cisl, aggiornato al 30 giugno, che evidenzia un arretramento particolarmente marcato in Liguria e Lombardia e una situazione di forte fragilità in Piemonte. Nei primi sei mesi del 2026, in Italia sono stati chiusi altri 126 sportelli, portando il numero complessivo delle filiali a 19.016. Ma la distribuzione del fenomeno è tutt’altro che uniforme. La Liguria registra la contrazione più forte tra tutte le regioni, con un -2,6% degli sportelli rispetto alla fine del 2025. Al secondo posto c’è la Lombardia, con un -1,7%, mentre il Piemonte registra un ulteriore -0,7%.
Liguria, la regione dove la rete bancaria arretra di più
E’ la Liguria il caso più critico del primo semestre 2026 sul fronte della velocità delle chiusure. La regione ha perso il 2,6% degli sportelli rispetto al 31 dicembre 2025, il dato peggiore a livello nazionale. Ma il problema non riguarda soltanto il numero delle filiali: il 58,1% dei comuni liguri è già privo di sportelli bancari, mentre un ulteriore 13,7% dispone di una sola filiale. La situazione emerge con particolare evidenza anche nel capoluogo. Genova è passata dai 199 sportelli del dicembre 2021 ai 173 del 30 giugno 2026, con una riduzione del 13,1%, superiore alla media nazionale del 12,2%. La desertificazione, quindi, non risparmia neppure il principale centro urbano della regione. A livello provinciale, l’Imperia figura tra i territori maggiormente desertificati nella graduatoria dell’Osservatorio, con un indicatore di desertificazione assoluta pari a 98.
Lombardia, meno filiali
La Lombardia presenta numeri diversi, ma non meno significativi. Il 37,5% dei comuni lombardi non dispone di alcuno sportello bancario, mentre il 27,2% ne ha soltanto uno. Nel primo semestre dell’anno la rete regionale si è ridotta dell’1,7%, seconda peggior performance italiana dopo quella ligure. La progressiva riduzione della presenza fisica delle banche rischia dunque di incidere non soltanto sulle fasce più fragili della popolazione, ma anche sulla relazione tra istituti di credito e tessuto imprenditoriale. Il caso più evidente è quello di Milano. Dal dicembre 2021 al giugno 2026 gli sportelli sono passati da 685 a 574, con una contrazione del 16,2%, la più elevata tra le grandi città italiane insieme a Padova. Il calo milanese è quindi di quattro punti superiore alla già significativa media nazionale del 12,2%. Non tutta la Lombardia, però, presenta lo stesso livello di criticità. La provincia di Mantova è tra quelle meno desertificate nella graduatoria dell’Osservatorio, con un indicatore pari a 11, mentre Monza e Brianza si colloca al 20° posto. All’opposto, Pavia compare tra le province maggiormente esposte, con un indicatore di desertificazione assoluta pari a 93.
Piemonte: problema comuni
Quasi due comuni piemontesi su tre non hanno più una filiale bancaria: il 65,9%. Il 18% dei comuni dispone invece di una sola filiale. Nel primo semestre del 2026 il numero degli sportelli regionali è diminuito dello 0,7%. Novara ha un indicatore di desertificazione assoluta pari a 95, Alessandria raggiunge 102 e il Verbano Cusio Ossola arriva a 108, collocandosi tra le province più desertificate d’Italia. Anche Torino registra una riduzione significativa: gli sportelli sono scesi da 308 nel 2021 a 268 nel giugno 2026, con una contrazione del 13%, superiore alla media.
Il digitale
La progressiva chiusura delle filiali viene spesso accompagnata dall’indicazione dell’internet banking come alternativa alla presenza fisica. I dati dell’Osservatorio mostrano però che la transizione digitale non è ancora sufficiente a compensare la perdita degli sportelli. In Italia, tra il 2024 e il 2025, l’utilizzo dell’internet banking è cresciuto dal 55,01% al 56,37%, rimanendo comunque al di sotto della media europea del 69,7%. Nella fascia 65-74 anni l’utilizzo dei canali digitali si ferma al 36,7%, contro il 47,9% europeo.
Il rischio
A livello nazionale, quasi 11,5 milioni di persone vivono in comuni senza sportelli bancari o con una sola filiale. Nei primi sei mesi del 2026 sono aumentati di 9 i comuni privi di sportelli, mentre i residenti nei comuni desertificati sono cresciuti di oltre 10mila unità. First Cisl richiama le banche a comportamenti socialmente responsabili e chiede interventi di educazione digitale gratuiti rivolti alla clientela anziana e alle persone meno abituate alle tecnologie.