I consigli

Come proteggere digestione e mucose

Stomaco ed esofago sotto la lente del dottor Gianluca Ghisolfi.

Come proteggere digestione e mucose

di Micol Baronio

Lo stomaco, secondo il dottor Gianluca Ghisolfi, non deve essere considerato un semplice contenitore, ma un vero coordinatore dell’intero processo digestivo. Attraverso l’acido cloridrico riduce la presenza di microrganismi introdotti con gli alimenti, favorisce l’assorbimento del ferro e regola il passaggio del contenuto gastrico nel duodeno. Da qui controlla la produzione dei succhi pancreatici, la secrezione della bile e la contrazione della colecisti.
Per mantenere in salute esofago, stomaco e duodeno, il medico chirurgo invita innanzitutto a rispettarne la fisiologia. Una corretta acidità gastrica è necessaria sia per digerire sia per difendersi da batteri, virus e protozoi. Bloccarla per periodi molto lunghi senza rivalutazioni può quindi creare problemi. Gli inibitori di pompa, precisa, possono essere utili quando realmente necessari, ma la terapia non dovrebbe essere proseguita automaticamente per mesi o anni senza confrontarsi con il medico che l’ha prescritta.
Un’attenzione particolare deve essere riservata al ferro. Le cellule dell’esofago, dello stomaco e delle alte vie aerodigestive si rinnovano molto rapidamente e hanno bisogno di energia e ossigeno. In caso di carenza, lavorano con maggiore difficoltà e possono diventare più fragili. Ghisolfi consiglia pertanto di controllare non soltanto la ferritina, che rappresenta la riserva, ma anche emocromo, sideremia, transferrina e volume dei globuli rossi.
L’eventuale integrazione non dovrebbe però limitarsi a “mettere una pezza”. Prima di assumere ferro è necessario comprendere la causa della riduzione. La carenza potrebbe dipendere da un’alimentazione insufficiente, da perdite di sangue, da un cattivo assorbimento o da precedenti interventi chirurgici allo stomaco.
Chi ha subito una gastrectomia parziale deve essere seguito con particolare attenzione. La riduzione dello stomaco può compromettere la barriera acida, l’assorbimento del ferro e della vitamina B12 e il coordinamento tra le diverse fasi digestive. In questi casi il medico raccomanda controlli periodici dell’emocromo e dello stato nutrizionale, oltre al monitoraggio gastroenterologico.
Per quanto riguarda l’alimentazione, Ghisolfi riprende il principio di mangiare un po’ di tutto e di tutto un po’. Il corpo dovrebbe ricevere ciò che consuma: calorie per l’energia, proteine per riparare i tessuti, minerali e sostanze funzionali indispensabili al metabolismo. È però altrettanto importante riuscire ad assorbire quello che si introduce. Tra i principali fattori di rischio per esofago e stomaco il medico indica il fumo, l’alcol, l’Helicobacter pylori, la malnutrizione e l’assunzione abituale di bevande o alimenti bollenti. Il calore ripetuto può irritare direttamente l’esofago, mentre fumo e alcol possono sommare i propri effetti dannosi ad altre fragilità già presenti. Anche il reflusso persistente non dovrebbe essere trascurato, perché l’esposizione continua all’acidità può modificare progressivamente le cellule dell’esofago.
Infine, il medico sottolinea il ruolo dello stress. Lo stomaco è molto innervato e vascolarizzato e risente profondamente delle variazioni nervose e ormonali. Inappetenza improvvisa, digestione lenta, tachicardia dopo i pasti, difficoltà intestinali o perdita di peso non dovrebbero essere interpretate soltanto come conseguenze dell’età o della tensione emotiva, ma richiedono una valutazione mirata per individuare la causa reale.