Abbiamo gli stipendi tra i più bassi d’Europa, la nostra capacità di acquisto si fa sempre più debole e l’inflazione non molla l’osso, ma gli italiani si confermano delle vere e proprie formichine che riescono comunque a risparmiare. E alla grande visti i numeri forniti recentemente dalla Fabi, la Federazione autonoma bancari italiani: le famiglie italiane possono contare su un patrimonio complessivo di quasi 6.500 miliardi di euro, con una impressionante crescita del 35% rispetto al 2020, praticamente oltre 1.600 miliardi di euro di ricchezza finanziaria in più in soli sei anni. L’ultimo anno non è stato da meno: il confronto tra il 2024 e il 2025 vede un aumento di 446,3 miliardi di euro, passando da 6.041,4 miliardi a 6.487,7 miliardi (+7%).
«Un incremento – commentano alla Fabi – che conferma la straordinaria solidità del risparmio privato italiano e porta il patrimonio delle famiglie ai livelli più elevati mai raggiunti».
Cambia il modo di risparmiare
Sta finendo l’epoca dei soldi sotto i materassi (anche se qualcuno lo fa ancora): ci siamo accorti che investendo con intelligenza possiamo far crescere il conto in banca. I numeri della Fabi, infatti, raccontano che non aumenta soltanto la ricchezza, ma cambia anche il modo di risparmiare: la liquidità resta tra i principali punti di riferimento e continua a rappresentare una componente fondamentale del patrimonio delle famiglie, ma aumenta anche il peso degli investimenti finanziari e degli strumenti assicurativi, delineando un patrimonio più ampio e maggiormente diversificato rispetto al 2020. Il valore delle azioni e partecipazioni detenute dalle famiglie passa da 973,9 miliardi a 2.077,2 miliardi, con un incremento di 1.103,3 miliardi (+113%). Crescono anche i titoli, che aumentano da 247,6 miliardi a 523,6 miliardi (+275,9 miliardi; +111%), e i fondi comuni, che salgono da 689,1 miliardi a 901,9 miliardi (+212,8 miliardi; +30,8%). Quindi, «il confronto tra il 2020 e il 2025 – spiegano alla Fabi – restituisce la fotografia di un patrimonio non soltanto più consistente, ma anche più articolato nella sua composizione». La crescita, infatti, interessa quasi tutte le principali componenti della ricchezza finanziaria delle famiglie, ma con intensità differenti evidenziando una maggiore diversificazione del patrimonio tra liquidità, strumenti di investimento e comparto assicurativo.
Il salvadanaio delle famiglie nel 2025
Cambia, quindi, il contenuto dei salvadanai delle famiglie: non solo cresce, ma presenta una diversa forma di ricchezza. Il confronto tra il 2024 e il 2025 lo evidenzia. innanzitutto la crescita della liquidità è piuttosto contenuta: conti correnti e depositi aumentano di 23,5 miliardi di euro (+1,5%), raggiungendo complessivamente 1.603,2 miliardi. Ben più consistente è l’incremento della componente azionaria: le quote in azioni e partecipazioni crescono di 292,9 miliardi di euro (+16,4%) e raggiungono quota 2.077,2 miliardi. Seguono i fondi comuni, che crescono di 58,1 miliardi (+6,9%) fino a 901,9 miliardi, le polizze assicurative, in aumento di 46 miliardi (+4,1%) a 1.174,4 miliardi, e i titoli, che salgono di 27,7 miliardi (+5,6%) fino a 523,6 miliardi.
«La diversa intensità delle crescite – sostengono alla Fabi – evidenzia come, nel corso del 2025, l’aumento della ricchezza finanziaria abbia interessato soprattutto le componenti diverse dalla liquidità, contribuendo a una composizione del patrimonio più articolata rispetto all’anno precedente in cui prudenza e ricerca del rendimento convivono senza contrapporsi». Comunque, «l’evoluzione osservata suggerisce una crescente attenzione verso il rendimento, favorita dal contesto finanziario del 2025 – continuano – La ricerca di performance migliori non sostituisce però la prudenza, ma si inserisce all’interno di una strategia di maggiore diversificazione del patrimonio».
Lombardi e piemontesi i più parsimoniosi
Ancora una volta ci distinguiamo per la nostra capacità di risparmio. I più parsimoniosi d’Italia, infatti, abitano in Lombardia e in Piemonte e fanno nettamente meglio dei liguri. I risparmi dei lombardi nel 2025 hanno superato i 607 miliardi, la cifra più alta in assoluto, registrando una crescita del 7,6% rispetto all’anno prima, l’incremento maggiore di tutto il Paese, al pari dei laziali. Sfiora, invece, i 230 miliardi il totale dei risparmi del Piemonte, terzo in Italia, dietro solo all’Emilia Romagna, con una crescita del 5,8% rispetto all’anno prima. Significativi anche gli incrementi dei risparmi dei liguri e dei valdostani, rispettivamente del 7,2% e del 6,9% per un totale di oltre 78 miliardi di risparmi per la Liguria e di 5,7 miliardi per la Valle d’Aosta.
Facendo un’analisi dei dati della Fabi su dove vengono messi i risparmi, rispetto al resto del Paese le nostre regioni evidenziano una netta propensione a investire i risparmi in azioni, titoli di Stato o fondi di investimento; nella maggior parte delle altre regioni prevale, invece, il semplice deposito sul conto corrente. Anche in questo caso sono lombardi e piemontesi a distinguersi: i primi investono in azioni, titoli di Stato o fondi di investimento più di 367 miliardi, oltre il 60,5% dei loro risparmi; gli altri investono più di 140 miliardi (60,7%). Ma non sono molto da meno i liguri che, comunque, mettono in azioni, titoli di Stato o fondi di investimento il 59,8% dei loro risparmi, pari a oltre 46 miliardi. I risparmi dei valdostani, invece, sono equamente divisi tra deposito, da una parte, e azioni, titoli di Stato o fondi di investimento dall’altra.
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