Il report

Cultura, il Nordovest traina la ripresa

Lombardia leader negli investimenti, Piemonte tra i primi per Art Bonus.

Cultura, il Nordovest traina la ripresa

La cultura continua a dimostrarsi un motore di sviluppo economico, turistico e sociale, con il Nordovest che si conferma l’area più dinamica del Paese. E’ quanto emerge dal 22° Rapporto Annuale Federculture, dedicato al ruolo della cultura nella trasformazione dei territori, che evidenzia come Lombardia, Piemonte e Liguria rappresentino esempi virtuosi di un modello di crescita basato sulla valorizzazione del patrimonio culturale. Nel 2025 il turismo italiano ha raggiunto 476,4 milioni di presenze, in aumento del 2,2% rispetto al 2024. A sostenere questa crescita è soprattutto la domanda internazionale, che rappresenta oltre il 55% delle presenze complessive e arriva addirittura al 58% nei comuni a vocazione culturale e paesaggistica e al 73% nelle grandi città d’arte. Nonostante rappresentino soltanto il 13% dei comuni italiani (1.024 comuni), i territori a forte vocazione culturale concentrano circa il 63% di tutte le presenze turistiche nazionali, confermando il legame sempre più stretto tra cultura e sviluppo economico. Inoltre, il reddito imponibile medio nei comuni culturali raggiunge 25.600 euro per contribuente, l’8,5% in più della media nazionale.

Lombardia, capitale degli investimenti culturali

La Lombardia si conferma la regione leader del sistema culturale italiano. E’ infatti la prima regione per interventi culturali finanziati nell’ambito del Pnrr, raccogliendo il 14,04% dei 342 progetti di rigenerazione urbana a caratterizzazione culturale individuati da Federculture. Complessivamente, questi interventi rappresentano quasi 800 milioni di euro destinati al recupero di teatri, spazi per lo spettacolo dal vivo, edifici storici e altri luoghi della cultura. Il primato lombardo emerge anche sul fronte delle risorse private. Grazie all’Art Bonus, la regione ha raccolto oltre 426 milioni di euro di donazioni, pari a più di un terzo del totale nazionale, confermando il ruolo centrale del partenariato tra pubblico e privato nella tutela del patrimonio culturale. Anche i consumi culturali testimoniano la vitalità del territorio. La Lombardia figura tra le regioni con la più elevata spesa delle famiglie per ricreazione, sport e cultura, oltre 130 euro al mese, contro una media nazionale di circa 105 euro mensili, segnale di una domanda culturale consolidata e di una maggiore capacità di spesa.

Piemonte, eccellenza nel mecenatismo culturale

Il Piemonte si distingue soprattutto nella capacità di attrarre investimenti privati. Le erogazioni attraverso l’Art Bonus hanno infatti raggiunto circa 157-161 milioni di euro, collocando la regione tra le prime quattro in Italia insieme a Toscana, Emilia-Romagna e Lombardia. Un risultato che testimonia la forza del sistema culturale piemontese e la fiducia di imprese e cittadini nel sostegno ai progetti di valorizzazione del patrimonio artistico. Il Piemonte beneficia inoltre del trend positivo registrato nel Nordovest, l’area geografica italiana dove la partecipazione culturale è più elevata: oltre il 40% della popolazione visita musei e mostre almeno una volta all’anno, contro una media di circa il 26% nel Mezzogiorno. Un dato che evidenzia il divario territoriale ma anche la capacità delle regioni del Nordovest di consolidare un pubblico stabile e partecipe.

Liguria, cultura e turismo come leva di sviluppo

La Liguria, pur non figurando tra le regioni con i maggiori investimenti del Pnrro dell’Art Bonus, beneficia della forza del sistema culturale del Nordovest. Il patrimonio storico, artistico e paesaggistico rappresenta infatti uno dei principali fattori di attrazione turistica della regione, inserendosi in un contesto territoriale che registra i più alti livelli di partecipazione culturale del Paese. La crescita del turismo internazionale, sempre più orientato verso destinazioni caratterizzate da un’offerta culturale integrata con quella paesaggistica, rappresenta un’opportunità importante anche per la Liguria, dove borghi storici, musei, siti monumentali e patrimonio costiero costituiscono un sistema capace di intercettare una domanda in costante crescita.

Un sistema che cresce, ma restano le disuguaglianze

Sul fronte della partecipazione culturale, il Rapporto evidenzia segnali di consolidamento della ripresa. Nel 2025 il 48,2% degli italiani è andato al cinema almeno una volta nell’anno, il 24,3% ha frequentato il teatro, mentre la quota di cittadini che visita musei e mostre è salita dal 33,6% al 35,8%. Crescono anche i concerti e le visite ai siti archeologici, trainati soprattutto dalla fascia tra i 15 e i 24 anni, dove la partecipazione al cinema supera il 77%. Anche il settore culturale continua a creare occupazione. Nel 2025 gli occupati nella cultura sono saliti a 851 mila, pari al 3,5% dell’occupazione complessiva, con una crescita che prosegue per il quarto anno consecutivo dopo la crisi pandemica. Tuttavia, il comparto continua a presentare elementi di fragilità, con una forte presenza di lavoratori autonomi senza dipendenti (41,5%) e una minore incidenza dei contratti a tempo indeterminato rispetto alla media nazionale. Il quadro delineato da Federculture conferma dunque che la cultura non rappresenta soltanto un settore economico, ma una leva strategica per lo sviluppo dei territori. Lombardia, Piemonte e Liguria, pur con caratteristiche differenti, mostrano come investimenti pubblici, partecipazione privata e qualità dell’offerta culturale possano tradursi in maggiore attrattività turistica, crescita economica e coesione sociale.