Nell’immagine di apertura l’opera “Libertà” di Roberto Radici.
Il museo di Santa Giulia ospita «La Vittoria di Brescia. 40 fotografi e un’eterna bellezza», dal 17 luglio al 1° novembre: una mostra che trasforma uno dei simboli più preziosi della città in un inesauribile laboratorio di interpretazione artistica.
Curata da Giovanna Calvenzi, l’esposizione inaugura il programma di eventi dedicati al Bicentenario del ritrovamento della Vittoria Alata, con un percorso che mette in dialogo patrimonio archeologico e fotografia contemporanea. L’idea della mostra nasce dal progetto avviato nel 2021 dal fotografo Renato Corsini, che, dopo aver documentato il restauro del celebre bronzo romano nel volume Vittoria Alata. Viaggio di andata e ritorno, ha invitato numerosi autori a confrontarsi con la scultura nel suo nuovo allestimento progettato dall’architetto Juan Navarro Baldeweg. Il risultato è una raccolta di immagini che supera il semplice intento documentario per diventare una riflessione sul potere evocativo della fotografia.
I quaranta fotografi coinvolti – tra cui Gabriele Basilico, Gianni Berengo Gardin, Franco Fontana, Giovanni Gastel, Francesco Cito, Silvia Camporesi e Paolo Ventura – offrono sguardi profondamente diversi sulla Vittoria Alata. C’è chi ne esalta la monumentalità classica, chi ne coglie dettagli inaspettati, chi la trasforma in una presenza quasi astratta o la inserisce in scenari immaginari. Alcuni sperimentano linguaggi pittorici, altri ricorrono persino all’intelligenza artificiale, dimostrando come un capolavoro antico possa continuare a ispirare la creatività contemporanea. Ne emerge un vero e proprio atlante iconografico, nel quale la celebre statua diventa il punto di partenza per quaranta racconti visivi differenti. Ogni fotografia interpreta la Vittoria Alata secondo una sensibilità personale, offrendo al pubblico nuove prospettive su un’opera che, a due secoli dalla sua riscoperta, continua a rappresentare un riferimento identitario per Brescia e un simbolo della cultura classica.
«E’ particolarmente significativo che sia proprio questa mostra a inaugurare la Festa della Vittoria e il programma delle celebrazioni per il Bicentenario del ritrovamento della Vittoria Alata. Duecento anni dopo quella straordinaria scoperta archeologica, il nostro capolavoro continua a generare conoscenza, creatività e nuove interpretazioni, dimostrando come il patrimonio culturale non sia una testimonianza immobile del passato, ma una presenza viva, capace di dialogare con gli artisti e con il pubblico contemporaneo. I quaranta fotografi riuniti in questa esposizione hanno accolto l’invito a confrontarsi con la Vittoria Alata attraverso linguaggi, sensibilità e visioni profondamente diverse, offrendo un racconto corale che restituisce tutta la forza evocativa di questo simbolo della città», ha affermato Laura Castelletti, sindaca di Brescia.