Terremoti, inondazioni o tempeste: gli eventi climatici estremi fanno sempre più parte del linguaggio comune. A conferma di questo c’è anche da poco tempo l’introduzione, nella normativa nazionale, dell’obbligatorietà di assicurarsi, per le imprese di ogni ordine e grado, contro questo particolare tipo di fenomeno. Nonostante l’obbligatorietà però siamo ancora molto lontani dal raggiungimento di una copertura assicurativa al 100%. L’incidenza di questo particolare tipo di copertura assicurativa nelle attività del Nordovest è infatti di solo il 32%, ma è comunque considerato uno dei dati più elevati del Paese. Il Nordest ha solamente il 24% di aziende assicurate contro gli eventi catastrofici naturali, mentre al Centro le imprese con questa copertura sono solo il 19%, e nel Mezzogiorno si passa al 17%.
Il Nordovest in dettaglio
Se la macroarea cuba il 32%, sopra la media nazionale (che è del 15,8% delle imprese soggette all’obbligo), le singole regioni del territorio mostrano un quadro più frammentato. In Lombardia e in Piemonte sono il 17,2% (145.700 imprese in Lombardia e 55.500 in Piemonte), in Liguria il 18,3% (22.500 imprese) mentre in Valle d’Aosta si concentra il risultato migliore delle regioni: il 25,2% (2.800 attività) delle imprese hanno questa copertura assicurativa (podio condiviso con il Trentino Alto Adige, che ha la stessa percentuale).
L’obbligo di provvedere a questa copertura è stato introdotto con una legge del 2023, e i dati raccolti – oggetto di questa indagine – sono al 30 aprile di quest’anno. L’Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici ha raccolto questi dati nel suo rapporto annuale, fornendo un quadro preciso della situazione: «Al fine di monitorare l’andamento delle sottoscrizioni delle polizze assicurative da parte delle imprese a seguito dell’introduzione dell’obbligo di copertura contro le catastrofi naturali (legge n. 213/2023), ANIA ha predisposto una rilevazione statistica mensile relativa alle polizze attive e alla raccolta premi, suddivisi per fascia dimensionale dell’impresa assicurata. Per garantire un criterio oggettivo e facilmente disponibile, la dimensione dell’impresa è stata definita in base a fasce di valore assicurato complessivo, in alternativa al fatturato o al numero di dipendenti. In particolare, sono individuate tre classi dimensionali: imprese micro, con valore assicurato inferiore o uguale a 250 mila euro; piccole e medie imprese (PMI), con valore assicurato superiore a 250 mila euro e fino a 1 milione di euro; imprese di grandi dimensioni (large), con valore assicurato superiore a 1 milione di euro».
In Italia le imprese assicurate al 30 aprile 2026 sono 710.000. La copertura è ancora molto lontana dall’obiettivo della legge, ma c’è un incremento decisamente importante rispetto al 2024, quando le imprese assicurate contro gli eventi catastrofici erano solamente il 7% di quelle soggette all’obbligo (stimata sulla base di dati Istat in 4,5 milioni di unità).
Il premio medio nazionale nel 2026 è diminuito, dai circa 800 euro de giugno 2025 è passato ai circa 710 euro di aprile 2026. Per le microimprese e le Pmi rimane sostanzialmente stabile, rispettivamente a 120 e 318 euro. Per le grandi imprese l’ultima rilevazione ha osservato una riduzione significativa: da 4.700 euro a 2.500 euro in un anno. Il volume dei premi annui a livello nazionale si attesta sui 504 milioni di euro, al netto delle imposte.