di Micol Baronio
Prendersi cura del sistema nervoso significa intervenire su uno dei principali centri di comunicazione dell’organismo. La dottoressa Samantha Longfield, chiropratica americana attiva da vent’anni in Italia, invita a considerare la salute in modo globale, senza separare colonna vertebrale, muscoli, organi, emozioni e abitudini quotidiane. Secondo la specialista, tensioni fisiche, chimiche ed emotive possono accumularsi nel corpo e favorire la comparsa delle cosiddette sublussazioni vertebrali, punti nei quali la comunicazione del sistema nervoso risulterebbe meno efficiente. Posture scorrette, molte ore trascorse davanti al computer o con la testa piegata sullo smartphone, cadute, interventi chirurgici, attività sportive, tacchi, zaini pesanti e stress prolungato rappresenterebbero alcuni dei possibili fattori coinvolti.
La Longfield sottolinea che non bisognerebbe attendere necessariamente la comparsa del dolore. Mal di testa, rigidità, disturbi del sonno, difficoltà digestive, alterazioni del transito intestinale, scarsa concentrazione, stanchezza e sensazione di “nebbia mentale” possono segnalare una condizione generale di sovraccarico. L’obiettivo della chiropratica, nella sua visione, è favorire una migliore comunicazione tra cervello e organismo e sostenere l’attività del sistema parasimpatico, legato al rilassamento e ai naturali processi di recupero.
Tra i primi consigli vi è quello di curare la qualità dell’alimentazione, perché ciò che introduciamo rappresenta la materia prima utilizzata dal corpo. Altrettanto importanti sarebbero una corretta idratazione, un’attività fisica regolare e sette-otto ore di sonno ogni notte.
Attenzione, in particolare, ai bambini, spesso portati a coricarsi troppo tardi, ricordando che durante il riposo il sistema nervoso può finalmente ridurre lo stato di allerta.
Anche il movimento quotidiano riveste un ruolo centrale. La Longfield suggerisce semplici esercizi di flessibilità: piegarsi in avanti cercando gradualmente di avvicinare le mani al pavimento, mantenere uno squat profondo con i talloni appoggiati e lavorare sull’apertura delle spalle facendo scorrere le braccia lungo una parete. Lo squat dovrebbe essere mantenuto almeno trenta secondi, arrivando, con l’allenamento, anche a due minuti. Per l’equilibrio consiglia di posizionare un piede davanti all’altro e mantenere la posizione per almeno dieci secondi, utilizzando inizialmente una sedia come appoggio. Successivamente si può sollevare una gamba e, solo in condizioni di sicurezza, provare a chiudere gli occhi. Non riuscire a mantenere la posizione per cinque secondi indicherebbe la necessità di allenare maggiormente equilibrio e propriocezione.
Per stimolare la neuroplasticità propone esercizi di coordinazione: sollevare contemporaneamente il pollice di una mano e il mignolo dell’altra, disegnare un cerchio con una mano e un triangolo con l’altra oppure eseguire movimenti differenti con le due braccia. Bastano tre o quattro minuti al giorno, purché gli esercizi vengano svolti lentamente e con continuità.
Prima di dormire, infine, la dottoressa suggerisce di dedicare alcuni minuti alla respirazione. Una mano va posta sull’addome e l’altra sul petto, cercando di percepire separatamente il movimento delle due zone. Per favorire il rilassamento, l’espirazione dovrebbe durare il doppio dell’inspirazione: per esempio quattro secondi inspirando e otto espirando, per circa tre minuti. Un’abitudine semplice che, secondo la Longfield, può aiutare a scaricare le tensioni della giornata e preparare l’organismo a un sonno più profondo e rigenerante.