Migliorano sensibilmente le pagelle del Ministero della Salute per le Regioni italiane sui livelli essenziali di assistenza, ossia quei servizi che ogni cittadino ha diritto di ricevere gratuitamente o previo pagamento di un ticket sanitario. L’osservazione, effettuata dai tecnici del ministero annualmente, è la cartina di tornasole grazie alla quale si può valutare lo stato di salute della sanità pubblica del Paese.
La situazione del Nordovest
Le regioni del Nordovest sono ampiamente sufficienti in tutte le aree. L’indagine specifica che l’inadempienza in un’area non è compensata da un buon risultato in un’altra area: perché ci si possa considerare su buoni livelli è necessario avere almeno la sufficienza di 60 punti (in centesimi) in ogni casella. La Lombardia ha totalizzato 96 punti nell’area della prevenzione, 89 nell’assistenza distrettuale e 85 nell’assistenza ospedaliera. Il Piemonte 95 punti per la prevenzione, 90 per l’assistenza distrettuale e 87 per quella ospedaliera. La Liguria 93, 84 e 73 mentre la Valle d’Aosta è quella con i punteggi più bassi: 86, 64 e 63.
Il Piemonte è la prima regione del Nordovest (e la 4ª a livello nazionale)
Il Piemonte è al quarto posto assoluto, guadagnando una posizione dalla rilevazione dell’anno precedente, con 272 punti su un totale di 300. Ed è al primo posto del Nordovest: la Lombardia è al 6° posto assoluto (270 su 300), mentre la Liguria (250 punti su 300) rimane in 8ª posizione, nella fascia alta della classifica. Classifica che vede al primo posto il Veneto (288 su 300), seguito dall’Emilia Romagna (282 su 300) e dalla Toscana (280 su 300). Dalla sede della Giunta regionale non nascondono la soddisfazione per i risultati ottenuti: «Questi dati – commenta il presidente Alberto Cirio – confermano che investire sulla sanità pubblica è la strada giusta. In questi anni abbiamo incrementato il personale, ridotto il ricorso ai gettonisti, rafforzato la sanità territoriale, investito nell’edilizia sanitaria e nelle nuove tecnologie e avviato un importante lavoro per ridurre le liste d’attesa. Sappiamo che restano ancora criticità da affrontare e margini di miglioramento, ma questo risultato dimostra che il Piemonte sta andando nella direzione giusta e ci incoraggia a proseguire con ancora maggiore determinazione. I LEA non misurano le promesse, ma la capacità concreta di garantire ai cittadini i servizi fondamentali della sanità pubblica. Per questo il miglioramento del Piemonte assume un valore ancora maggiore: certifica che gli investimenti, il lavoro sull’organizzazione e il rafforzamento del personale stanno producendo risultati misurabili».
L’andamento generale dell’Italia
Quest’anno sono solamente 3 i territori che non raggiungono la sufficienza in almeno una delle tre macroaree interessate dall’indagine. Si tratta della Provincia Autonoma di Bolzano, insufficiente nell’area della prevenzione; della Sicilia, insufficiente sempre nel campo della prevenzione e della Calabria, che non raggiunge gli standard minimi nell’area dell’assistenza distrettuale.
L’anno scorso erano 13 i territori bocciati dalle pagelle del Ministero: Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Provincia Autonoma di Trento, Piemonte, Puglia, Sardegna, Toscana, Umbria e Veneto. La Liguria era retrocessa a inadempiente per il mancato raggiungimento della soglia minima in un’area delle tre.
I nuovi indicatori aggiunti quest’anno
Quest’anno sono stati introdotti dei nuovi indicatori per l’indagine: l’indicatore di equità “Rinuncia a prestazioni sanitarie per inappropriatezza organizzativa nell’offerta dei servizi e/o per ragioni economiche” ; l’indicatore “Percentuale di pazienti con diagnosi di scompenso cardiaco che aderiscono al trattamento farmacologico con beta bloccanti” l’indicatore dell’area ospedaliera “Donatori di organi in morte encefalica”.
Il miglioramento è comunque generalizzato e netto rispetto all’anno precedente. A riconoscerlo sono gli stessi studiosi che hanno stilato l’indagine: «Nell’insieme si osserva una crescita significativa, rispetto all’anno precedente per l’area della prevenzione e per l’area distrettuale, mentre l’area ospedaliera registra una lieve flessione. La crescita della macro area della prevenzione si è verificata in quasi tutte le Regioni italiane, uniche eccezioni Marche, Campania e Calabria. Nella macro area distrettuale la situazione è meno omogenea, alcune regioni migliorano il loro punteggio, come la Valle D’Aosta, l’Abruzzo, la Campania, la Puglia e alcune regioni rimangono sostanzialmente stabili e con punteggi elevati (Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Toscana). In generale il Centro – Sud rimane con punteggi più bassi. Nella macro area ospedaliera, i punteggi di garanzia sono raggiunti in tutte le Regioni. Si evidenzia la stabilità ottimale della situazione ospedaliera in Piemonte, Lombardia, Provincia Autonoma di Trento, Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Marche».