Lo stato di salute delle acque piemontesi passa dalla conoscenza delle condizioni dei laghi e delle pressioni che li interessano: è questo il messaggio emerso dalla 6ª edizione del Forum Acque di Legambiente Piemonte-Valle d’Aosta, aperto con la presentazione dei risultati delle analisi di Goletta dei Laghi su cinque bacini regionali: i laghi Grande e Piccolo di Avigliana, il Lago Maggiore (sponda piemontese), il lago di Viverone e il lago d’Orta. Il quadro complessivo è preoccupante: su 23 punti campionati, il 65% è risultato oltre i limiti di legge. L’unico bacino completamente conforme è il lago di Viverone, dove le analisi hanno evidenziato anche un miglioramento della qualità delle acque in due punti che nel 2025 erano risultati fortemente inquinati. Situazione opposta sul Lago Maggiore, dove otto dei dieci punti monitorati sono risultati fuori norma, cinque dei quali classificati come “fortemente inquinati”. Oltre all’inquinamento microbiologico, Legambiente richiama l’attenzione sulle pressioni derivanti dall’antropizzazione delle rive e dalla presenza di contaminanti persistenti, in particolare i Pfas. Queste sostanze, utilizzate in numerosi processi industriali, sono ormai diffuse nelle acque superficiali e sotterranee, nei terreni e nelle catene alimentari, rappresentando una delle principali criticità emergenti per la qualità delle risorse idriche. La loro diffusione evidenzia come la tutela dell’acqua debba riguardare non solo la quantità disponibile, ma anche la qualità degli ecosistemi acquatici. La nuova normativa europea va proprio in questa direzione, introducendo controlli più stringenti su Pfas, pesticidi, farmaci e microplastiche.
Per Andrea Minutolo, responsabile scientifico di Legambiente, è necessario passare dalla gestione dell’emergenza alla prevenzione: mettere al bando i Pfas, ridurre le emissioni alla fonte, rafforzare il monitoraggio e investire in tecnologie di filtrazione. Nel corso del Forum è stata ribadita anche la necessità di una governance dell’acqua basata su criteri scientifici e su una visione di lungo periodo. Secondo la presidente di Legambiente Piemonte-Valle d’Aosta, Alice De Marco, la crisi climatica impone di superare politiche fondate sull’aumento dei prelievi, puntando invece sulla tutela degli ecosistemi, sulla riduzione degli sprechi e sull’efficienza nell’uso della risorsa. Tra le proposte avanzate da Legambiente figurano lo stop alle deroghe sul deflusso ecologico e un piano straordinario di rinaturazione di fiumi, laghi e zone umide; regole più rigorose per una fruizione sostenibile dei laghi; e una revisione degli usi dell’acqua nei diversi settori, mettendo al centro qualità, risparmio ed efficienza.
Nel dettaglio dei monitoraggi, il lago di Viverone conferma un trend positivo. Nei laghi di Avigliana, invece, il lago Grande registra un punto fortemente inquinato, mentre nel lago Piccolo persistono criticità alle foci dei principali rii. Sul lago d’Orta tre punti su cinque sono risultati fuori dai limiti, con la foce del torrente Pescone classificata come fortemente inquinata. Sul Lago Maggiore, solo due punti sono risultati conformi, mentre la maggior parte delle foci monitorate presenta livelli di contaminazione elevati.
Il Forum si è concluso con la consegna delle Vele di Legambiente e Touring Club Italiano, riconoscimento ai territori che hanno saputo coniugare qualità dell’offerta turistica e sostenibilità ambientale. Le 5 Vele sono state assegnate al comune di Avigliana, per il Lago Grande, e a Cannero Riviera, per il Lago Maggiore – Nord Verbano e Golfo Borromeo. Tra gli altri riconoscimenti, le 4 Vele sono andate, tra gli altri, a Orta San Giulio e Candia Canavese, le 3 Vele a Viverone e Dormelletto, le 2 Vele a Stresa e Arona e 1 Vela al Comune di Ivrea per il Lago Sirio.
Legambiente
Laghi piemontesi e inquinamento: la situazione resta preoccupante
Il 65% dei punti campionati è oltre i limiti di legge.