L'annuncio

Emergenza idrica: Regione Piemonte al lavoro per affrontare le difficoltà di approvvigionamento e dell’agricoltura

«Il caldo e la mancanza di piogge stanno creando un’emergenza che richiede interventi immediati, soprattutto per l’agricoltura», ha dichiarato il presidente Alberto Cirio, annunciando che la Regione è al lavoro con Valle d’Aosta e Canton Ticino per incrementare l’acqua destinata all’irrigazione.

Emergenza idrica: Regione Piemonte al lavoro per affrontare  le difficoltà di approvvigionamento e dell’agricoltura

Si è riunito al Grattacielo Piemonte il Tavolo regionale per l’emergenza idrica, convocato per fare il punto sulla grave situazione determinata dal caldo e dalla persistente assenza di precipitazioni. «Il caldo e la mancanza di piogge stanno creando un’emergenza che richiede interventi immediati, soprattutto per l’agricoltura», ha dichiarato il presidente Alberto Cirio, annunciando che la Regione è al lavoro con Valle d’Aosta e Canton Ticino per incrementare l’acqua destinata all’irrigazione. Sul fronte idropotabile, circa 100 Comuni hanno già emanato ordinanze per limitare gli usi non essenziali dell’acqua, mentre in una cinquantina di Comuni, per circa 25mila abitanti, è necessario il ricorso alle autobotti. La Regione è pronta a chiedere lo stato di emergenza qualora le condizioni meteo non migliorassero. L’assessore Matteo Marnati ha invitato i cittadini a un uso responsabile della risorsa idrica e ha annunciato un’attenta valutazione dei consumi nei prossimi dieci giorni. L’assessore Paolo Bongioanni ha ricordato che è già operativo un gruppo di lavoro che monitora il rischio di perdite produttive nel comparto agricolo e ha anticipato che entro fine luglio approderà in Commissione Agricoltura il disegno di legge di riforma dei consorzi irrigui, con l’obiettivo di rendere più efficiente la governance dell’acqua per il settore agroalimentare.
Secondo Arpa Piemonte, al 13 luglio la regione presenta una situazione idrica complessivamente deficitaria. Le condizioni di siccità severa interessano in particolare i bacini del Tanaro, dello Scrivia e del Po a monte della Dora Baltea. A giugno sono caduti in media 62 millimetri di pioggia sul bacino del Po, il 36% in meno rispetto alla media climatica 1991-2020, mentre le temperature sono risultate superiori di 3,5 °C alla norma, collocando il mese tra i più caldi della serie storica. Le risorse idriche superficiali risultano inferiori del 37% alla media e il Po a Isola Sant’Antonio registra una portata ridotta del 75%. Le previsioni indicano, anche nelle prossime due settimane, temperature sopra la media e precipitazioni sporadiche, insufficienti a colmare il deficit idrico.