Rapporto Istat

Nordovest capitale dei lettori

Lombardia, Piemonte e Liguria sono le aree più virtuose d'Italia per lettura e servizi bibliotecari. Ma ovunque gli appassionati sono in calo.

Nordovest capitale dei lettori

Lombardia, Piemonte e Liguria restano tra i territori italiani con la maggiore propensione alla lettura e una delle reti bibliotecarie più capillari del Paese. Eppure anche nel Nordovest colpisce un segnale che preoccupa il mondo dell’editoria: i lettori diminuiscono lentamente, mentre le biblioteche sono chiamate sempre più a reinventarsi come spazi culturali e sociali.
E’ quanto emerge dal nuovo report Istat “Libri e biblioteche: abitudini di lettura e frequentazione”, riferito agli anni 2024 e 2025.

Nel 2024, il 57,1% degli italiani con almeno sei anni – circa 32 milioni di persone – ha letto almeno un libro nell’arco dell’anno, considerando sia la lettura per svago sia quella legata allo studio o al lavoro. Il dato appare elevato, ma conferma una lenta erosione rispetto al passato: dieci anni fa la quota sfiorava il 60%. Ancora più contenuta è la platea di chi frequenta le biblioteche: nel 2025 si tratta del 14,9% della popolazione, una percentuale sostanzialmente stabile rispetto al 2015, segno che questi luoghi mantengono un ruolo importante pur dovendo confrontarsi con nuove modalità di accesso alla cultura, dal digitale agli audiolibri fino ai podcast.

A fare la differenza è soprattutto la geografia. Il Centro-Nord continua a leggere molto più del Mezzogiorno e il Nordovest si conferma l’area più dinamica del Paese. Qui i lettori rappresentano il 62,5% della popolazione, oltre cinque punti sopra la media nazionale, mentre la spesa media mensile destinata ai libri raggiunge i 9,5 euro per famiglia, pari al 7,7% dell’intera spesa dedicata a ricreazione, sport e cultura.

La Lombardia guida questo scenario grazie a un sistema culturale particolarmente sviluppato. La regione concentra alcune delle principali realtà editoriali italiane, una fitta rete di biblioteche civiche e universitarie e una delle maggiori concentrazioni di librerie del Paese. Secondo le elaborazioni più recenti, un lombardo su tre legge almeno sette libri all’anno e quasi tutti i residenti vivono in un comune dotato di una biblioteca pubblica. Milano continua a rappresentare il principale polo editoriale italiano, ospitando le sedi dei maggiori gruppi editoriali e manifestazioni di rilievo nazionale dedicate ai libri e alla lettura.

Anche il Piemonte mantiene una forte vocazione culturale. Circa sei residenti su dieci leggono almeno un libro nell’arco dell’anno, un dato perfettamente in linea con il primato del Nordovest. Torino continua inoltre a essere uno dei principali punti di riferimento dell’editoria italiana grazie al Salone Internazionale del Libro, mentre il sistema bibliotecario regionale continua a espandere i propri servizi digitali e il patrimonio condiviso tra biblioteche civiche e universitarie.

La Liguria, pur con dimensioni più contenute, conferma livelli di lettura superiori alla media nazionale. La presenza di una rete diffusa di biblioteche comunali rappresenta un presidio fondamentale soprattutto nei piccoli centri dell’entroterra, dove questi spazi non svolgono più soltanto una funzione di prestito librario ma diventano luoghi di aggregazione, studio e promozione culturale. L’invecchiamento della popolazione resta tuttavia uno dei principali fattori che influenzano le abitudini di lettura della regione.

L’indagine Istat evidenzia inoltre profonde differenze generazionali. I ragazzi tra gli 11 e i 14 anni sono i lettori più assidui: quasi l’80% legge almeno un libro all’anno. Decisivo appare il ruolo della famiglia: oltre un terzo dei bambini tra 0 e 5 anni legge o sfoglia libri ogni giorno da solo, mentre quasi quattro su dieci lo fanno quotidianamente insieme alla madre e un quarto insieme al padre. E’ proprio nella prima infanzia che si costruiscono le abitudini di lettura destinate a consolidarsi negli anni successivi.

Cambiano però anche le modalità con cui ci si avvicina ai contenuti culturali. Cresce il ricorso agli e-book, agli audiolibri e soprattutto ai podcast, ascoltati abitualmente dal 17,4% degli italiani sopra gli undici anni. Il libro cartaceo rimane comunque il formato dominante e continua a rappresentare il principale strumento di lettura anche nelle regioni del Nordovest.

Il quadro che emerge è quello di un’Italia in cui la lettura resiste, ma fatica a espandersi. Lombardia, Piemonte e Liguria continuano a trainare il Paese grazie a infrastrutture culturali solide, una diffusa presenza di biblioteche e un forte tessuto editoriale. La sfida dei prossimi anni sarà però trasformare questi luoghi in veri centri di comunità, capaci di coinvolgere nuovi lettori e contrastare una tendenza al calo che, seppur lenta, interessa ormai l’intero Paese.